L’insegnamento di Umberto Eco: il potere della razionalità contro il complottismo.

L'insegnamento di Umberto Eco: il potere della razionalità contro il complottismo. 1

Pozzo oscuro e senza fondo del Potere, dei poteri. Le inaspettate articolazioni e ramificazioni. L’opacità della figura del Demiurgo, o dei demiurghi – quelli terreni. Le loro maschere. Il loro Piano, di nuovo con la maiuscola. A danno di chi? È tutto da scoprire. Dev’esserci, da qualche parte, una chiave, un codice, un segreto. È fondamentale non scoraggiarsi. È necessario anzi insistere, con un pizzico di paranoia. Uno dei protagonisti del secondo romanzo di Umberto EcoIl pendolo di Foucault, pubblicato da Bompiani dopo otto lunghi anni dal trionfo mondiale del Nome della rosa; oggi nel catalogo del La Nave di Teseo – narra la propria giovinezza in un’epoca di «lotta contro il potere». Si laurea con una tesi sulla storia dei Templari, incontra due compagni di viaggio e con loro collabora in una casa editrice.

L’incontro con uno di quei tipici ed eccentrici autori di manoscritti in cerca di pubblicazione, il Colonnello Ardenti, apre la voragine di un’articolata ipotesi di contro-storia dei Templari oltre i Templari, un miscuglio visionario di complotti, trame occulte, fantasie e deliri che unisce massoneria, esoterismo, cabala, Savi di Sion.

Il Pendolo finì persino nelle mani di Stanley Kubrick. Alcuni, nell’orgia in maschera di Eyes Wide Shut, hanno individuato un possibile punto di contatto. Il romanzo riuscì a vendere venticinquemila copie in soli due giorni. In una recensione infastidita L’Osservatore Romano definì «un flagello fabulatorio che deforma e offende». Dissacrante, quasi blasfemo. Il successo del libro è notevole tanto più per la sua oggettiva complessità: denso, sibillino, stratificatissimo in termini di riferimenti culturali, citazioni e rimandi più o meno espliciti. È un romanzo ma è anche «un immenso archivio», scrisse su queste pagine nell’ottobre del 1988 Enzo Forcella. Vero.

Nelle conversazioni tra i personaggi, nelle sezioni saggistiche, nei salti temporali si riflette l’enciclopedica mente di Eco. Beffardo nei confronti della tendenza umana a generare e a credere a fandonie. Affabulazione e complotto fanno crescere la fola fino a livelli esorbitanti. Follia? «Ci sono anche i matti senza Templari, ma quelli coi Templari sono più insidiosi. All’inizio non li riconosci, sembra che parlino in modo normale, poi di colpo…».

Se fossero stati smanettoni della Rete, i tre compagni del Pendolo avrebbero avuto decine di migliaia di seguaci, ovvero follower, affamati di complottismo. Eppure, sebbene scritto negli anni Ottanta, il computer ha un ruolo significativo: anzi, per certi versi l’oggetto informatico diventa protagonista. Segno che il grande e curioso interprete e storico della comunicazione ha sempre avuto una visione lungimirante. E se nel 2015, con l’ultimo romanzo intitolato Numero zero, immagina un giornale creato per generare fake news o comunque per seminare confusione, alimentare dicerie e contro-dicerie (una sorta di Falsissimo su carta), nel Pendolo quasi trent’anni prima rende tangibile la labilità del confine tra vero e verosimile, tra reale e supposto. Dimostrando come la fabbrica del Falso sia stata sempre operativa: non è un’invenzione dei social. Il carburante è composto da «mormorazione allusiva», di ufficiosità. La convinzione che esista un’alternativa all’ufficialità, l’altra faccia della storia, la sua direzione «occulta»: «Non si dice che la storia sia un enigma sanguinoso e insensato? Non è possibile, deve esserci un disegno. Occorre che ci sia una Mente», scrive Eco dando voce alle illazioni dei suoi personaggi.

Nelle convulse pagine del Pendolo, Eco dimostra come aumentando la confusione cresca l’attrattività del racconto. Più fitta diventa la nebbia, maggiore è l’interesse. Il pettegolezzo, il pregiudizio, l’ipotesi senza prove prevalgono. Ah, la post-verità! Eccola, sosteneva Eco quasi quarant’anni fa, è a portata di mano. E di mouse, di clic, di touch. Il bello, anzi il brutto, è che può trasformarsi in un affare. Mentre lo spirito logico-razionale, che Eco fa brillare nelle pagine selezionate per la collana “Sulle spalle di un gigante” da oggi in edicola con , è agli antipodi di tutto questo.

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