Giovedì 16 e venerdì 17 luglio 2026, alle ore 21.15, presso il Centro Teatro Universitario di Ferrara, si chiude la trentatreesima edizione del laboratorio teatrale “Linguaggi del teatro e dell’attore”, guidato da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro, con la presentazione dello studio teatrale Profezie – domande per una tragedia contemporanea, ispirato al racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt.
Nell’opera di Dürrenmatt, che ha costituito il punto di partenza per lo studio teatrale e non il suo approdo, il mito viene già privato della sua dimensione eroica: Pizia non è più la voce infallibile degli dèi, ma una donna anziana e affaticata, costretta a sostenere un sistema religioso e politico che continua a esistere grazie ai miti che esso stesso genera. L’oracolo perde così la sua aura sacra per diventare profondamente umano. La nostra indagine prende avvio da questa intuizione e la sviluppa ulteriormente.
L’interesse non si concentra sulla ricostruzione del mito classico, ma sull’esplorazione delle contraddizioni interiori dei personaggi. Ognuno di essi diventa il luogo di una frattura: tra ciò che crede di essere e ciò che realmente è; tra il desiderio di verità e la necessità di sopravvivere; tra responsabilità individuale e meccanismi collettivi. Il destino, così centrale nella tradizione tragica, lascia progressivamente spazio ad altre domande: quale responsabilità abbiamo nei confronti delle verità che scegliamo di ignorare? Che cosa sacrifica ciascuno di noi per poter continuare a vivere nel mondo così com’è? In quale momento iniziamo a considerare “necessario” ciò che fino a ieri ci sarebbe sembrato inaccettabile? Ogni personaggio presentato incarna una diversa modalità di affrontare queste domande.
L’intero progetto è concepito come un rito contemporaneo.
Il corpo precede la parola. Gesti, composizioni e immagini sceniche costituiscono la vera drammaturgia di questo studio teatrale, mentre i monologhi assumono la forma di confessioni intime piuttosto che di dichiarazioni ideologiche. La scena diventa uno spazio in cui il pensiero prende forma prima ancora di essere espresso.
Il mito si trasforma così in uno specchio del presente.
La questione non è più se il destino possa essere evitato, ma quanto ciascuno di noi contribuisca, consapevolmente o meno, alla creazione dei sistemi che generano sfruttamento, silenzi, adattamento e autoinganno.
Non siamo quasi mai divisi tra bene e male. Siamo divisi tra l’immagine che abbiamo di noi stessi e quella che lentamente emerge quando qualcuno, o qualcosa, ci costringe a guardarci senza difese.
Gli interpreti utilizzano pietre. Per costruire il luogo dell’anima, forse ancora sacro. Ogni pietra rappresenta una domanda deposta. Un frammento di verità che nessuno possiede interamente. Nessuno può trovare risposte al di fuori di sé, ma nessuno può trovarle nemmeno all’interno di un orizzonte esclusivamente individuale. Ognuno porta il proprio frammento e soltanto la relazione con gli altri consente di intravedere un disegno più ampio. Lo studio non avanza per punti esclamativi. Cerca, piuttosto, una costellazione di punti interrogativi. Domande capaci di rallentare lo sguardo, di incrinare le nostre certezze e di restituire alla tragedia la sua funzione più antica: non offrire risposte, ma creare uno spazio di ascolto e riflessione, che non accusa né giustifica ma ascolta: il teatro, quando è vivo, non conferma ciò che sappiamo già ma ci costringe a vacillare e a interrogarci.
Profezie. Domande per una tragedia contemporanea
uno studio teatrale ispirato al racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt
diretto da Michalis Traitsis – Balamòs Teatro
collaborazione artistica: Patrizia Ninu, foto: Andrea Casari
con gli allievi del laboratorio “Linguaggi dell’attore e del teatro” del Centro Teatro Universitario di Ferrara:
Asja Albrahimi, Michela Arcidiacono, Eris Cala, Marco Caushi, Giuseppe Cota, Lorenzo Salagean, Germana Scuccimarra, Anna Vincenti.
Giovedì 16 e Venerdì 17 luglio 2026 – ore 21.15
Centro Teatro Universitario di Ferrara (via Savonarola 19, Ferrara)
ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: ctu@unife.it – 328 8120452