Raffaello conquista New York: la rassegna del Met omaggia “il massimo influente dell’arte”

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Raffaello (Raffaello di Giovanni Santi) (italiano, 1483–1520) La Madonna col Bambino e San Giovanni Battista da bambino in un paesaggio (La Madonna d’Alba) 1509-11 circa 

NEW YORK. La Grande Mela si esprime in italiano, grazie alla straordinaria esposizione dedicata a Raffaello che sarà aperta al pubblico dal 29 marzo presso il Metropolitan Museum, situato nel centro di Manhattan, ma che è già stata presentata alla stampa e a un selezionato gruppo di ospiti.

Dopo aver percorso le ampie navate che ospitano una delle più vaste e rinomate collezioni d’arte a livello globale, si accede a un’area speciale e, passando sotto suggestivi archi a tutto sesto, ci si sente immediatamente a proprio agio. È qui che si viene accolti dalla straordinarietà delle 237 opere dell’urbinate Raffaello Sanzio, giunte da ogni parte del mondo per un evento espositivo di grande rilevanza, che sta già suscitando interesse negli Stati Uniti (e oltre).

La mostra antologica Raphael: Sublime Poetry dedicata al genio del Rinascimento italiano, evento centrale del programma espositivo del – l’allestimento ha richiesto un investimento di circa 10 milioni di dollari con il principale sponsor Morgan Stanley – offre un’immersione totale nell’universo raffaelliano, ripercorrendo l’intero arco della sua esistenza e carriera. Dalle origini a Urbino, agli anni prolifici a Firenze, dove si distinse accanto a Leonardo da Vinci e Michelangelo, fino agli ultimi anni alla corte del Giulio II a . Disegni, dipinti, arazzi, pale d’altare. Tra i numerosi capolavori emergono prestiti come la Madonna d’Alba, proveniente dalla National Gallery of Art di , la Fornarina, il celebre ritratto dell’amante di Sanzio, giunta dalle Gallerie d’Arte Antica Palazzo Barberini di Roma, i rarissimi disegni preparatori prestati dal Museo di Belle Arti di Lille e il Ritratto di Baldassarre Castiglione del Louvre di Parigi.

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Raffaello (Raffaello di Giovanni Santi) (italiano, 1483–1520) Santa Caterina a tre quarti (bozzetto per il dipinto conservato alla National Gallery di Londra) 1507 circa 

La curatrice Carmen C. Bambach, una delle massime autorità sul Rinascimento italiano, ha seguito questo progetto per oltre sette anni e ha condiviso con la stampa la sua passione per l’artista urbinate, paragonandolo a figure contemporanee: “Mi piace considerare Raffaello come il più grande influencer di tutti i tempi: dal Cinquecento fino al tardo Settecento fu venerato come l’artista italiano per antonomasia, insieme a Leonardo da Vinci e Michelangelo. Oggi è spesso posizionato al terzo posto, ma si può argomentare che sia sullo stesso piano e la storia dell’arte lo dimostra: Raffaello è stato un modello di perfezione, bellezza, grazia e forza espressiva”.

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Raffaello, “L’estasi di Santa Cecilia con i santi Paolo, Giovanni Evangelista, Agostino e Maria Maddalena”, 1515-16 circa. Olio su tela (trasferito da tavola). Polo Museale dell’Emilia Romagna, Pinacoteca , Bologna 

La sua voce tradisce l’emozione mentre rivela al pubblico il risultato di questa imponente iniziativa, un’opportunità rarissima per ammirare opere iconiche e difficilmente concesse in prestito, molte delle quali mai esposte insieme. Bambach prosegue: “Raffaello non fu solo pittore e disegnatore, ma anche architetto, progettista e studioso dell’antica Roma. Probabilmente morì a causa del suo eccessivo lavoro, più che per altre leggende legate alla sua vita privata. I suoi dipinti erano molto ricercati in tutta Europa. Alcune delle sue opere più famose, come la Madonna del pesce o l’Estasi di Santa Cecilia, furono addirittura confiscate da , per poi essere restituite all’Italia solo molti anni dopo”.

Uno dei musei più prestigiosi del mondo celebra quindi Raffaello, un artista così contemporaneo da rivelare attraverso le sue pennellate delicate l’essenza dei suoi soggetti, rendendolo protagonista della più grande mostra a lui dedicata mai realizzata negli Stati Uniti, accompagnata da un’audioguida speciale con la voce registrata di Isabella Rossellini. Un evento molto atteso, risultato positivo di una significativa collaborazione internazionale per la quantità di prestiti (come evidenziato anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, presente per l’occasione e per seguire il ritorno in Italia dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquistato) che si apre a sei anni di distanza dall’altra grande esposizione, allestita in occasione del cinquecentenario della morte di Raffaello, che nel 2020, nonostante il Covid, registrò alle Scuderie del Quirinale di Roma oltre 162.000 visitatori. Riuscirà il Met a superare questo risultato?

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