“Capitolo 46”: presso la Sala Estense si narra la vicenda di Luciana Tufani e del Centro di Documentazione Femminile.

"Capitolo 46": presso la Sala Estense si narra la vicenda di Luciana Tufani e del Centro di Documentazione Femminile. 1

di Elena Pinotti

Una significativa pagina della storia culturale di Ferrara si materializza sul palcoscenico con uno spettacolo che trae ispirazione dalla reale vicenda del Centro Documentazione Donna di Ferrara, fondato da Luciana Tufani, autrice di “Scrittrici Italiane”, insieme alla direttrice Giulia Maria Ciarpaglini.

Giovedì 9 aprile, alle ore 20:30, presso la sala Estense, si svolgerà lo spettacolo “Capitolo 46”, patrocinato dal Comune di Ferrara, con ingresso libero, diretto dalla drammaturga Fabrizia Lotta. Più di un semplice racconto biografico, la rappresentazione si configura come un tributo a una realtà vibrante e attiva, composta da persone, idee e impegno, capace di lasciare un’impronta duratura nella comunità.

“L’intento è quello di onorare questo libro, poiché la missione del nostro centro è recuperare e riportare alla memoria autrici italiane molto celebri nel loro tempo, ma mai menzionate in antologie e testi scolastici”, ha affermato Giulia Maria Ciarpaglini. “Non citandole mai – ha proseguito – queste donne rischiano di essere dimenticate. Da questo compendio di scrittrici è scaturita l’idea di realizzare uno spettacolo”.

Attraverso un linguaggio teatrale che alterna ironia, leggerezza e momenti di intensa poesia, la commedia ripercorre 46 anni di storia, offrendo al pubblico non solo il valore di un progetto culturale, ma anche la forza delle relazioni, della bellezza e del coraggio che lo hanno reso possibile.

“Quando ho vissuto in prima persona questa storia e ho scoperto questo libro – dichiara Fabrizia Lotta – ho ritenuto fondamentale raccontarla a teatro. In quel momento, era una storia che, a mio avviso, poteva fare la differenza nella vita di chiunque. 46 anni rappresentano un anniversario, 46 capitoli, appunto in chiave poetica, è un lavoro straordinario. La prova che molte scrittrici non sono mai state studiate è una sorta di ingiustizia culturale”.

Frutto di un’iniziativa interamente femminile, lo spettacolo narra con sensibilità e intensità il percorso di una donna e della sua visione: la creazione di una biblioteca e di una casa editrice che, nel corso di oltre quarant’anni, sono diventate un punto di riferimento per la cultura e la memoria collettiva della città.

“Questo spettacolo – commenta l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara, Angela Travagli – rappresenta un’opportunità preziosa per valorizzare una storia che è al contempo culturale e profondamente civile. L’esperienza del Centro Documentazione Donna dimostra quanto sia cruciale creare spazi di riflessione, confronto e crescita dedicati alle donne, capaci di influenzare il tessuto sociale e culturale della città. Portare questa storia a teatro significa non solo renderle omaggio, ma anche trasmetterne il valore alle nuove generazioni”.

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