Tra settembre e novembre 2026, Ferrara si confermerà come un importante punto di riferimento a livello internazionale per i linguaggi del corpo. Il Teatro Comunale Claudio Abbado ospiterà il Festival di Danza Contemporanea 2026, un evento che rinnova e amplia il proprio dialogo con l’ambiente urbano, la ricerca artistica e la partecipazione collettiva, includendo personalità di rilievo come Eugenio Barba e Anželika Cholina, fino alla prima nazionale di Mvula Sungani.
Il Festival è realizzato grazie al supporto del socio fondatore Comune di Ferrara, del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e dello sponsor tecnico Multicopia360.
«Il Festival di danza contemporanea ’26 rappresenta l’impegno di Ferrara nella cultura come strumento di sviluppo e partecipazione, con una forte apertura internazionale e un percorso che intreccia danza, teatro, Site specific e progettualità partecipative», ha affermato Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara. Carlo Bergamasco, direttore generale, ha aggiunto: «Insieme ai grandi nomi della scena mondiale, continuiamo a investire nelle nuove generazioni della coreografia italiana e nel dialogo con il territorio, offrendo una proposta culturale dinamica che coinvolge la città». Marcello Corvino, direttore artistico, ha evidenziato come «la cultura crei valore nella comunità. Ferrara si trasformerà nuovamente in un vasto palcoscenico grazie al progetto Site Specific. Luoghi storici come l’Ex Teatro Verdi, Palazzina Marfisa d’Este, Rotonda Foschini, Palazzo Giulio d’Este, Ridotto del Teatro Comunale e Parco Coletta ospiteranno opere concepite in relazione all’architettura e alla memoria dei luoghi».
Alla conferenza stampa erano presenti anche Marco Luciano, alla direzione artistica “La città che danza”, e Selina Bassini, Associazione Cantieri Danza / Network Anticorpi XL. In videocollegamento i coreografi Eugenio Barba e Mvula Sungani.
Sempre venerdì 11 settembre, alle ore 21 al Parco Coletta, il Festival presenterà Her di Yalan Lin e William Serrano, uno spettacolo che esplora il dialogo tra tradizione performativa orientale, identità e rappresentazione del femminile. Her conduce il pubblico in un universo poetico e inquietante in cui il corpo diventa luogo di trasformazione.
All’Ex Teatro Verdi, sabato 12 e domenica 13 settembre alle ore 11, 15.30 e 17.30, andrà in scena Sweat Sweat Sweat di Giorgia Lolli, una profonda riflessione coreografica sul corpo e sul suo controllo.
Negli stessi giorni, alle ore 12 e 18 presso il Loggiato della Palazzina Marfisa d’Este, sarà presentato You Elsewhere, di Francesca Siracusa, un lavoro che esplora il legame tra attesa e slancio, creando una dimensione contemplativa di gesti, silenzi e solitudine.
Alla Rotonda Foschini, sabato 12 e domenica 13 settembre alle ore 15.30 e 18.30, il pubblico potrà assistere a Swan, di Gaetano Palermo, una performance urbana ispirata a La morte del cigno di Michel Fokine che intreccia danza, pratica sportiva, ripetizioni e l’esistenza come insistenza.
A Palazzo Giulio d’Este, nelle giornate del 12 e 13 settembre alle ore 11.30, 16 e 17, sarà invece ospitato Everybody Has a Fate Out, di Riccardo De Simone, una creazione dedicata alla percezione del tempo e del movimento nello spazio, dove il corpo si confronta con l’incertezza del presente e del futuro.
Al Ridotto del Teatro, sempre sabato 12 e domenica 13 settembre alle ore 15, 17 e 18, andrà in scena That’s all, di Davide Tagliavini, un lavoro performativo che intreccia ironia, trasformazione e fisicità all’interno di un universo scenico in continua metamorfosi.
Il Teatro Comunale Claudio Abbado aprirà le sue porte, sabato 12 e domenica 13 settembre alle ore 20, a Le nuvole di Amleto, di Eugenio Barba. Lo spettacolo prende avvio dalla relazione simbolica tra Hamnet, figlio di Shakespeare, e la figura di Amleto, interrogando sul tema dell’eredità, della memoria e della trasmissione tra generazioni. Durante la serata del 13 settembre verrà inoltre conferito, per la prima volta, il Premio Eugenio Barba per le Arti Performative, istituito dal Teatro Comunale di Ferrara e dalla Rete Anticorpi Emilia-Romagna. Il premio è stato creato con l’intento di sostenere la ricerca, la produzione e la crescita professionale delle giovani compagnie e dei giovani autori del territorio regionale attraverso residenze artistiche, percorsi di tutoraggio e opportunità di programmazione.
Il Festival proseguirà sabato 19 e domenica 20 settembre alle ore 20.30 al Teatro Comunale con la Festa della danza, un appuntamento dedicato alle scuole del territorio ferrarese, ormai diventato uno dei momenti più partecipati della manifestazione. Sul palcoscenico del Teatro si alterneranno giovani allievi provenienti dalle principali realtà formative della città, dando vita a un grande mosaico di linguaggi, tecniche ed esperienze
artistiche.
Domenica 27 settembre alle ore 20.30 il cartellone prevede, sempre al Teatro Comunale, la prima nazionale di Deledda. Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa, della compagnia Mvula Sungani Physical Dance e con Emanuela Bianchini. Lo spettacolo, concepito e diretto da Mvula Sungani, intreccia danza, musica dal vivo e parola scenica per raccontare la figura di Grazia Deledda e il tema dell’emancipazione femminile. Attraverso un linguaggio multidisciplinare, la creazione restituisce la forza e l’attualità di una figura centrale della cultura italiana.
Domenica 25 ottobre alle ore 20.30 il Teatro farà da cornice a Dear Son, della compagnia Riva&Repele, una creazione coreografica ispirata ai temi della memoria, della perdita e delle ferite lasciate dalla guerra. Attraverso una scrittura fisica intensa e cinematografica, lo spettacolo riflette sul dolore familiare e sulla necessità di costruire nuove forme di umanità e compassione. La coreografia segue il percorso emotivo di una
famiglia separata dalla guerra.
Gran finale, domenica 8 novembre alle ore 16, con Anna Karenina dell’Anželika Cholina Dance Theatre Vilnius. La celebre coreografa lituana rilegge il capolavoro di Lev Tolstoj attraverso un linguaggio scenico che fonde balletto classico, danza contemporanea e teatro fisico, restituendo tutta la complessità emotiva e drammaturgica del romanzo. Tra passi a due, scene corali e momenti di forte intensità espressiva, lo spettacolo trasforma la vicenda di Anna Karenina in un grande affresco teatrale contemporaneo.