“Recital pianistico di Michele Canella al Ridotto di Ferrara”

"Recital pianistico di Michele Canella al Ridotto di Ferrara" 1

Il Ridotto del Teatro Comunale accoglie, domenica 19 aprile alle 10:30, un nuovo concerto solista della stagione di Ferrara Musica, con Michele Canella come protagonista, pianista noto da tempo per la precisione delle sue esecuzioni.

Il programma, di notevole complessità tecnica, rigore formale e intensità espressiva, altera la consueta sequenza temporale, aprendo con la monumentale Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 36 di Sergej Vasil’evich Rachmaninov. Presentata nella sua versione originale del 1913, questa stesura si distingue per la ricchezza dei materiali e una durata superiore rispetto alla revisione più concisa del 1931, richiedendo un pianismo di rara potenza che si sviluppa attraverso tre movimenti interconnessi.

L’Allegro agitato presenta un tema discendente che funge da base strutturale, seguito dal lirismo inquieto del Non allegro e da un Allegro molto finale che richiede un virtuosismo straordinario, concludendo l’opera in un vertiginoso climax sonoro.

Il fulcro del recital di Michele Canella è costituito dalla Ciaccona in re minore di Johann Sebastian Bach, nella celebre trascrizione di Ferruccio Busoni, un brano che originariamente chiudeva la Seconda Partita per violino solo e che qui viene trasformato attraverso la prospettiva del pianismo tardo-ottocentesco. Busoni non si limita a una semplice trasposizione, ma ricrea sulla tastiera le risonanze dell’organo: la solennità delle sessantaquattro variazioni che si susseguono su un basso ostinato rimane intatta, richiedendo all’interprete una gestione rigorosa della dinamica e una profonda comprensione della sua natura tragica.

Il percorso si conclude con il Preludio, Corale e Fuga di César Franck, capolavoro del 1884 che rappresenta il culmine della ricerca formale del compositore belga. In quest’opera, Franck riesce a fondere la solidità contrappuntistica bachiana con l’armonia cromatica di fine Ottocento, attraverso l’uso romantico del principio ciclico.

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