Ultime opportunità per visitare la mostra dedicata ai cinquant’anni della Repubblica: già registrati 20mila visitatori.

Ultime opportunità per visitare la mostra dedicata ai cinquant'anni della Repubblica: già registrati 20mila visitatori. 1

14/01/2026 . Ex Mattatoio. 50, Mostra per i 50 Anni de ItaliaNow. 

Ventimila visitatori in due mesi: si avvicinano gli ultimi giorni per esplorare la grande esposizione che al Mattatoio di Roma commemora i primi cinquant’anni del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari insieme a Carlo Caracciolo. ItaliaNow una storia di futuro è aperta fino al 15 marzo al Mattatoio di Roma e l’ingresso è gratuito: il padiglione 9b del complesso di piazza Orazio Giustiniani ha accolto dal 15 gennaio oltre ventimila persone, lettori e lettrici provenienti da tutta Italia per celebrare mezzo secolo di informazione.

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Ampio spazio anche per le scuole con oltre 1500 alunni che hanno scoperto, attraverso l’esposizione interattiva, cosa significhi creare ogni giorno un giornale che non si limita a narrare i fatti, ma offre una visione, costruendo un’idea di futuro. Il percorso immersivo allestito dal giornale in collaborazione con Electa e Studio Azzurro unisce contenuti multimediali e i numeri zero corretti a mano da Scalfari; le videointerviste e il docufilm realizzato da Ezio Mauro sono proiettati in loop nella saletta cinema. In esposizione ci sono anche reperti originali, dalla macchina da scrivere del fondatore alle vignette di Giorgio Forattini.

Il cuore del viaggio è una grande sala il cui perimetro narra la storia di Repubblica, decennio dopo decennio. Dall’esperimento che fu Satyricon alle edizioni locali; e ancora i supplementi, gli eventi dal vivo, la rivoluzione digitale.

Pareti di storie e di storia che abbracciano il centro dell’esposizione: il mondo visto da Repubblica. Sette sezioni — politica, mondo, economia, cronaca, spettacoli, sport, cultura — raccontate attraverso pannelli alti 4,5 metri. Da un lato i testi delle nostre grandi firme (Corrado Augias, Natalia Aspesi, Emanuela Audisio, Filippo Ceccarelli, Concita De Gregorio, Paolo Garimberti, Massimo Giannini, Francesco Merlo), dall’altro uno schermo interattivo: cliccando sulle parole chiave — arte, terrorismo, Olimpiadi, musica, per citare alcuni esempi — i visitatori possono accedere a contenuti multimediali esclusivi.

Il padiglione del Mattatoio ha rappresentato anche un punto di incontro: Repubblica ha interagito con la sua comunità durante i talk, gli eventi del sabato che hanno sempre registrato il tutto esaurito e hanno affrontato tutti i grandi temi che quotidianamente, da mezzo secolo, animano il giornale: la politica, il mondo, la cultura, i diritti, l’arte, il cinema, lo sport.

Sabato 14 marzo si svolgeranno gli ultimi incontri: alle 12 “Cinema e tv: dal grande schermo alle piattaforme” con Alberto Crespi, Antonio Dipollina e Alessandra Vitali. Alle 16 Lirio Abbate e Gianluca Di Feo ricostruiranno “Le grandi inchieste” di Repubblica; alle 17.30 si concluderà con “Lo sport di Repubblica” con Francesco Saverio Intorcia e Giuseppe Smorto.

La passeggiata nella storia del giornale, che è anche la storia del Paese, si apre nello spazio edicola dove in questi due mesi il catalogo di ItaliaNow una storia di futuro è andato a ruba: circa mille copie vendute del libro, curato dal quotidiano e da Electa, che ripercorre le tappe di cinquant’anni di storia con immagini e testi delle nostre grandi firme.

La mostra, in programma fino al 15 marzo, è organizzata con il supporto del Comune di Roma, di Palaexpo e della neonata Fondazione Mattatoio che unisce il Campidoglio e l’Università Roma Tre, soci fondatori. Il coordinamento editoriale è a cura del vicedirettore Angelo Rinaldi e di Valentina Desalvo. Il progetto grafico è di Francesco Franchi e Davide Mottes. I testi sono a cura di Raffaella De Santis. Per Electa hanno collaborato al progetto Nunzio Giustozzi e Giulio Carlo Pantalei; all’organizzazione Roberto Cassetta; al coordinamento Marta Chiara Guerrieri e Grazia Miracco. Per Studio Azzurro Leonardo Sangiorgi e tutto il suo staff.

Ieri e oggi, ma soprattutto domani: perché l’intento è di narrare «tra cinquant’anni un’altra storia di futuro», come scrive il direttore Mario Orfeo nel testo che apre il catalogo. Mancano pochi giorni: vi aspettiamo.

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