A due anni dalla scomparsa di Satnam Singh, la Flai riprende la lotta contro lo sfruttamento nei campi di Ferrara.

A due anni dalla scomparsa di Satnam Singh, la Flai riprende la lotta contro lo sfruttamento nei campi di Ferrara. 1

Due anni dopo la scomparsa di Satnam Singh, il bracciante agricolo deceduto il 19 giugno 2024 a seguito di un grave incidente sul lavoro nelle campagne pontine, la Flai Cgil torna a focalizzare l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori agricoli e annuncia, proprio in occasione di questo anniversario, il lancio della nuova campagna delle “Brigate del Lavoro”, che avrà inizio il prossimo 29 giugno nei territori di Ferrara e Ravenna.

L’iniziativa, promossa dal sindacato di categoria della Cgil, sarà accompagnata dalla diffusione dei dati aggiornati dell’Osservatorio Placido Rizzotto, che tracciano un quadro ancora allarmante del lavoro agricolo in Italia. Secondo le stime fornite dalla Flai, nel 2024 il numero di occupati dipendenti nel settore ha superato il milione, con una netta predominanza di contratti a tempo determinato: quasi nove lavoratori su dieci risultano infatti impiegati con modalità di lavoro stagionale.

Per il segretario generale della Flai Cgil, Giovanni Mininni, la storia di Satnam Singh continua a simboleggiare un sistema che frequentemente sacrifica la sicurezza e la dignità dei lavoratori. «Le condizioni di lavoro indecorose costano vite umane e questo è inaccettabile», ha affermato il sindacalista, ricordando anche la recente tragedia di Amendolara, in Calabria.

I dati raccolti dall’Osservatorio mettono in evidenza come il settore agricolo faccia ampio ricorso alla manodopera straniera: oltre il 48% degli addetti proviene infatti da Paesi dell’Unione Europea o da nazioni extraeuropee. Le donne costituiscono invece circa il 30% della forza lavoro totale.

Se il fenomeno dello sfruttamento continua a manifestarsi in modo particolarmente evidente in alcune zone del Mezzogiorno, la Flai sottolinea come il caporalato non sia più un problema limitato al Sud. Le dinamiche di compressione dei diritti, del lavoro grigio e della precarietà interessano infatti l’intera filiera agroalimentare nazionale, comprese le ampie aree agricole della Pianura Padana.

È proprio in questo contesto che Ferrara assume un ruolo chiave nella campagna 2026 delle Brigate del Lavoro. La provincia estense, caratterizzata da una forte vocazione agricola e da significative produzioni ortofrutticole, sarà tra i primi territori coinvolti nell’attività di sindacato di strada. Attivisti e delegati sindacali si recheranno direttamente nelle aziende agricole, nei luoghi di lavoro e nelle aree frequentate dai braccianti per fornire informazioni sui diritti, assistenza sindacale e supporto nell’accesso ai servizi.

Il calendario nazionale prevede sei tappe distribuite lungo l’intera penisola: dopo l’avvio tra Ferrara e Ravenna (dal 29 giugno al 3 luglio), le Brigate proseguiranno in Campania, Lombardia, Piemonte, nuovamente in Campania e infine in Calabria, affiancando alle attività di tutela del lavoro anche iniziative di supporto linguistico, assistenza legale e accompagnamento ai servizi socio-sanitari.

L’obiettivo dichiarato dalla Flai è quello di rafforzare la presenza sindacale nei luoghi dove si concentra il lavoro agricolo stagionale, contrastando sfruttamento e illegalità attraverso una presenza diretta sul territorio e una rete di collaborazione con associazioni, operatori sociali e presidi sanitari. Per Ferrara, una delle principali province agricole dell’Emilia-Romagna, l’avvio della campagna rappresenta anche un’opportunità per riportare al centro del dibattito pubblico il tema delle condizioni di lavoro nelle campagne e della protezione dei lavoratori più esposti a precarietà e vulnerabilità.

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