Arretrati Scuola, il Ministro ‘Gela’ sui Pagamenti. Ecco Perché Slittano al 2026
È stata finalmente apposta la firma definitiva all’Aran sul Ccnl del settore Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, tuttavia, l’aspetto più atteso dal personale rimane escluso dal periodo temporale del 2025. Le affermazioni del ministro evidenziano chiaramente: i pagamenti non arriveranno prima del 2026. Questa prospettiva chiude ogni possibilità di accelerazioni e rimanda al prossimo anno la questione degli arretrati.
Il contratto firmato e il perimetro ristretto della trattativa
Il recente ciclo di negoziazione si è concentrato esclusivamente su aspetti economici e relazioni sindacali. Tutto il resto è rimandato al Ccnl 2025-2027. Questa decisione è stata presa per la volontà di concludere rapidamente il contratto 2022-2024, ma in effetti non genera risultati immediati nelle retribuzioni del personale della scuola, dell’università, della ricerca e dell’Afam.
Le dichiarazioni di Valditara e il rinvio esplicito
A mettere fine a ogni possibile interpretazione sono le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Sono particolarmente chiare nei passaggi riguardanti i tempi. “Con questo importante sviluppo – ha dichiarato – il personale della Scuola riceverà, con il nuovo anno, gli aumenti e gli arretrati previsti dal contratto.” Questa espressione, nei chiarimenti successivi, viene interpretata come un rinvio tecnico: “Gli effetti economici del contratto saranno pienamente evidenti dal 2026.” Una frase che spegne definitivamente l’ipotesi di pagamenti nel 2025.
NoiPA pronta, ma nessuna emissione straordinaria
Il dato politico assume un peso ancora maggiore se si considera l’aspetto operativo. NoiPA era pronta a procedere, anche con un’emissione straordinaria poco prima di Natale, per risolvere la questione degli arretrati entro la fine dell’anno. Questa possibilità concreta avrebbe inviato un segnale forte al personale. Tuttavia, in assenza di un’indicazione formale, l’operazione è rimasta bloccata.
Sindacati rassegnati e il nodo irrisolto del 2025
Anche dalle dichiarazioni sindacali emerge la stessa posizione. Nessun pagamento nel 2025, nessun arretrato in arrivo a breve. Gli aumenti medi mensili – 144 euro per i docenti, 105 per gli Ata – e le somme una tantum restano (per ora) solo sulla carta. La mancata liquidazione delle competenze del Ccnl 2022-2024 si conferma così come la grande questione irrisolta del 2025, destinata a influenzare il clima del prossimo rinnovo contrattuale.