“Assistiamo a una graduale cessazione delle attività nel settore chimico”

“Assistiamo a una graduale cessazione delle attività nel settore chimico” 1

Fino a quando dobbiamo continuare a fingere che tutto proceda per il meglio nel polo chimico di Ferrara?

Fino a quando dovrà proseguire la narrazione secondo cui ogni singola azienda al suo interno prospera, raccontando realtà poco credibili da leader di settore, mentre in realtà si stanno perdendo quote di mercato e opportunità di produzione e ricerca? La diminuzione delle attività e dell’occupazione è ormai un dato di fatto.

Ci troviamo di fronte a una dismissione silenziosa dell’industria chimica. Ridurre la questione a un’opportunità di pensionamento anticipato, senza affrontare le vere criticità industriali, è una scelta miope, superficiale e populista.

Nella comunicazione di Versalis si riflette tutta la vulnerabilità del sistema industriale : oggi è fondamentale discutere di lavoro e di prospettive industriali da promuovere e ricercare.

Non siamo contrari a supportare 30 lavoratori e lavoratrici nel loro percorso verso la pensione, ma siamo profondamente preoccupati per la dispersione di competenze e professionalità senza un reale piano di trasmissione del sapere, di ricambio generazionale e di focalizzazione sui progetti lavorativi essenziali per garantire la continuità dello stabilimento chimico.

Le relazioni sindacali rivestono un ruolo cruciale per affrontare periodi di incertezza e difficoltà. Questa responsabilità deve essere condivisa tra l’azienda e le organizzazioni sindacali e non può ricadere esclusivamente sulle rappresentanze dei lavoratori.

L’avvio di una procedura comunicata tramite PEC non può essere interpretato come una richiesta di dialogo: significa annunciare esuberi e certificare una diminuzione di attività e, soprattutto, di posti di lavoro.

La cosiddetta “prassi consolidata” di accompagnamento alla pensione e turnover è contraddetta dai dati ufficiali. Attualmente, il sito ferrarese di Versalis conta 313 lavoratori; nel 2023 erano 333 e nel 2021 erano 340, con una perdita netta di 37 posti di lavoro.

La realtà concreta evidenzia un progressivo impoverimento tecnico/operativo e intellettuale del sito. Quando le competenze di un territorio svaniscono, diventa più complesso generare nuovo lavoro.

La verità è che Eni, al momento, sta ulteriormente riducendo il suo impegno industriale anche rispetto al protocollo firmato al Ministero, che ha frammentato la chimica di base, scaricando le conseguenze di questa scelta anche su altre aziende.

Il suo chiaro intento è una lenta agonia e dismissione delle attività qui svolte e, con esse, delle attività collegate e di supporto, con conseguenze sociali ed economiche ancora più gravi per il territorio.

Il petrolchimico rappresenta da oltre 80 anni un patrimonio industriale, occupazionale e sociale per il territorio ferrarese: ignorare la situazione e rimanere in silenzio avvantaggia chi decide di ridurre le opportunità di lavoro qualificato.

È necessario avviare un confronto che rilanci progetti in grado di dare prospettiva al polo chimico; questa discussione non può più essere rimandata: come sindacato dobbiamo affrontare queste sfide con l’obiettivo di rimettere al centro il futuro del polo chimico, riflettendo su come creare alleanze e partnership anche con aziende esterne, che possano interfacciarsi con le competenze e i saperi presenti, richiedendo contributi a istituzioni, aziende e sindacato.

Rsu e Segreteria Filctem Cgil

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