Bompani in una situazione precaria. La Uilm: “Risposte tangibili necessarie entro giugno”

Ostellato. Ottanta posti di lavoro a rischio dopo anni di difficoltà iniziati poco prima della pandemia, quando la Bompani di Ostellato contava ancora circa 200 dipendenti. Adesso si entra in una fase cruciale per il salvataggio dello stabilimento, un intervento che deve avvenire in tempi rapidi, poiché da troppo tempo i lavoratori e le loro famiglie vivono nell’incertezza del futuro.

Giovedì mattina, alle 9.30, sindacati, proprietà, Regione Emilia-Romagna con l’assessore Giovanni Paglia e le istituzioni locali, inclusa la sindaca di Ostellato Elena Rossi, si riuniranno attorno a un tavolo per discutere il futuro dello storico stabilimento, attualmente in concordato.

A chiarire la situazione è Alberto Finessi, segretario della Uilm di Ferrara, che richiede risposte immediate e tangibili.

“Non vogliamo che si diffonda l’idea che i sindacati stiano facendo capricci o ostacolando le chiusure delle aziende – precisa Finessi –. Desideriamo che le decisioni siano prese in modo corretto e che prima di concedere nuovi ammortizzatori sociali si considerino tutte le opzioni disponibili, affinché diventino uno strumento per preservare i posti di lavoro e non solo per rimandare il problema”.

Negli ultimi mesi la situazione è ulteriormente peggiorata. Infatti, la cassa integrazione si è fermata ai pagamenti di marzo a causa di problematiche legate al contratto di solidarietà adottato dall’azienda. Un meccanismo che, come spiega il sindacalista, richiede parametri specifici di presenza al lavoro difficili da rispettare nell’attuale organizzazione produttiva.

Tra le opzioni discusse ci sarebbero anche ipotesi di cessazione parziale dell’attività, ma i sindacati chiedono che prima vengano esplorate tutte le possibili alternative, in linea con il Patto per il lavoro dell’Emilia-Romagna.

Dobbiamo comprendere – chiarisce Finessi – se ci sia la possibilità di una riqualificazione, di partnership industriali o addirittura di un subentro. Prima di firmare qualsiasi accordo è necessario verificare se dietro alla richiesta di nuovi ammortizzatori sociali ci sia una reale progettualità industriale o se si stia semplicemente prendendo tempo”.

Finessi richiama l’esempio dell’ex Tecopress di Dosso, passata al gruppo Sira attraverso un percorso che ha permesso di mantenere prospettive occupazionali per i lavoratori.

“Dobbiamo cercare di replicare la stessa cosa anche in Bompani – afferma –. Se esiste un progetto industriale serio, saremo i primi a sostenerlo e a fare tutto il possibile per ottenere gli strumenti necessari. Ma non vogliamo accanimenti terapeutici né creare false speranze ai lavoratori”.

Il tempo però è limitato. “Se non dovessimo trovare una soluzione entro la fine di giugno, la situazione diventerebbe molto complessa. Qui non stiamo parlando di un’azienda sana e robusta: Bompani è appesa a un filo”.

Una preoccupazione che, oltre all’occupazione, riguarda anche il valore simbolico dello stabilimento per il territorio di Ostellato e della provincia di Ferrara.

“Da ferrarese – spiega Finessi – mi darebbe molto fastidio vedere finire così una realtà che ha fatto conoscere il nostro territorio nel mondo. Bompani è un marchio storico, un elemento significativo del manifatturiero ferrarese. Prima di arrivare a decisioni drastiche, bisogna tentare fino in fondo”.

Dietro la vertenza, ricorda il segretario Uilm, ci sono ancora decine di famiglie che vivono una situazione di forte incertezza economica: “C’è gente che attende ancora la cassa integrazione di aprile e maggio. È già difficile arrivare a fine mese con uno stipendio regolare; immaginate cosa significa farlo senza certezze e con pagamenti in ritardo”.

“È il momento di mettere le carte sul tavolo – conclude Finessi, che considera l’incontro di giovedì fondamentale –. Se ci sono possibilità concrete per rilanciare Bompani, bisogna perseguirle fino in fondo. Se invece non ci sono più le condizioni, allora è necessario considerare anche soluzioni alternative, purché garantiscano una prospettiva occupazionale ai lavoratori e continuità a una realtà che ha scritto una pagina importante della storia industriale del territorio”.

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