Coperion non annulla né sospende la procedura di licenziamento collettivo. A comunicarlo sono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs di Ferrara, che spiegano come questa scelta sia stata presa “nonostante la ferma e decisa richiesta istituzionale da parte della Regione Emilia-Romagna e delle Organizzazioni Sindacali, durante l’incontro del 3 agosto”.
La notizia proviene direttamente dai sindacati, che mercoledì 5 agosto hanno avuto un lungo incontro con la direzione dell’azienda. “Il conto alla rovescia – scrivono – continua a discapito di 80 lavoratori e lavoratrici che al momento si trovano ancora più confusi e preoccupati”.
Essi chiariscono che “l’azienda si è presentata al Tavolo Sindacale Nazionale affermando di aver scelto un proprio consulente (advisor)”. Tuttavia, il consulente “non ha ancora ricevuto un mandato formale e certo da parte della Società madre né è stato condiviso con le istituzioni e le Organizzazioni Sindacali, come richiesto al tavolo regionale”.
È quindi confermata “la volontà del fondo Lone Star di dismettere e liquidare l’azienda entro la conclusione dell’anno fiscale (30 settembre 2026), considerandola non sufficientemente redditizia”.
I sindacati giudicano “inutili” le proposte aziendali di estendere i tempi tecnici fino al 2027 per completare le commesse attuali “se non si fermano i licenziamenti”.
Per Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs “il ritiro immediato della procedura di licenziamento di un’azienda definita ‘in salute’ è l’unico prerequisito per proseguire qualsiasi trattativa”.
Secondo i rappresentanti dei lavoratori “il ritiro dei licenziamenti, infatti, renderebbe la ricerca di un eventuale acquirente e il tempo a disposizione per le trattative decisamente più sereni e proficui per tutte le parti coinvolte”.
Il prossimo incontro per l’esame congiunto è programmato per il 1° settembre e le organizzazioni sindacali richiedono espressamente che “a quel tavolo si presenti l’advisor con un mandato formale e chiaro, per poter discutere concretamente delle tutele e della salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori in caso di un’eventuale acquisizione”.
In attesa del prossimo incontro, viene mantenuto lo stato di agitazione con iniziative di sciopero già annunciate.