Coperion in difficoltà. L’Arcidiocesi: “Incredibile che non si possa considerare un nuovo modello di gestione”

Anche l’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio osserva con “ansia e nella preghiera” l’andamento della situazione dei 80 lavoratori dell’azienda Coperion, per i quali – a causa della chiusura dell’impresa tedesca finanziata da capitali americani – si prevede un licenziamento collettivo.

“È davvero sorprendente – afferma l’Arcidiocesi – come un’impresa di tale rilevanza, che negli ultimi anni ha sempre registrato bilanci favorevoli, possa giungere a una chiusura anziché a un passaggio a un altro gruppo, o che non possa considerare una nuova modalità di gestione“.

Da qui nasce l’ansia per i lavoratori: “La giovane età dei dipendenti, che sostengono famiglie altrettanto giovani, rende la situazione ancora più grave in un contesto già difficile per la nostra città e provincia, uniche in Emilia Romagna a registrare una diminuzione delle famiglie”.

L’Arcidiocesi riafferma quindi la propria solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, con l’auspicio implicito che istituzioni, azienda e parti sociali possano trovare al più presto una soluzione in grado di tutelare l’occupazione e il futuro di un territorio che rischia di subire un ulteriore grave colpo sul piano economico e sociale.

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