Martedì 9 giugno, i Vigili del Fuoco del Comando di Ferrara parteciperanno a uno sciopero indetto da Fp Cgil, Uilpa e Conapo a seguito dell’esito negativo del tentativo di conciliazione con la Direzione regionale, riguardante la mancanza di mezzi e le problematiche strutturali della caserma di via Verga.
Proprio in quella sede, dalle 8 alle 12, si riuniranno i pompieri dopo il tentativo di conciliazione, che si è concluso senza risultati lo scorso 5 maggio. Questo rappresenta la naturale continuazione del conflitto già emerso ad aprile e successivamente a maggio, quando le organizzazioni sindacali avevano segnalato “mezzi obsoleti” e “condizioni critiche nelle sedi”, evidenziando carenze strutturali e operative tali da compromettere il servizio di soccorso nel territorio ferrarese.
Secondo quanto riportato nel comunicato unitario di maggio, si era “verificata una netta frattura tra l’Amministrazione e le rappresentanze sindacali” a causa della “mancanza di risposte risolutive su problematiche ormai divenute insostenibili”.
Tra i temi principali rimane quello della dotazione dei mezzi di soccorso. I sindacati affermano che “per garantire l’efficienza del soccorso sul territorio ferrarese” siano necessari almeno un’altra Autopompa Serbatoio e richiedono tempistiche certe per la consegna.
Il fronte più critico rimarrebbe comunque la situazione della sede di servizio. Nei precedenti comunicati avevano menzionato “problemi agli impianti idrici, termici e di climatizzazione” che “si protraggono da anni senza interventi risolutivi”. Particolarmente grave è la questione dell’acqua, per la quale sarebbe stata certificata “la non potabilità”.
Nonostante le misure precauzionali adottate dal comandante provinciale, “la persistenza di valori anomali nell’acqua calda” avrebbe impedito “l’utilizzo delle docce”, con gravi conseguenze per il personale operativo che, al termine degli interventi, non può effettuare “la necessaria igiene personale”.
I sindacati denunciano un approccio definito di “soluzioni temporanee e parziali” e, dopo le prime mobilitazioni e tentativi di conciliazione, sono giunti alla proclamazione dello sciopero.