Ferrara analizzata attraverso i dati: invecchiamento della popolazione, diminuzione delle imprese, ma export e turismo si mantengono stabili.

Ferrara analizzata attraverso i dati: invecchiamento della popolazione, diminuzione delle imprese, ma export e turismo si mantengono stabili. 1

La provincia di Ferrara conclude il 2025 con 340.482 abitanti, un numero leggermente superiore rispetto all’anno precedente, ma ancora molto lontano dai valori storici: rispetto al 2011, la popolazione ha subito una riduzione del 12,6%. Questo è uno dei dati che risaltano maggiormente nelle 170 pagine delle “Informazioni statistiche ed economiche della provincia di Ferrara“, l’annuario 2026 elaborato dall’Ufficio Analisi economiche, Orientamento al lavoro, Occupazione e Placement della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna.

Il volume raccoglie un’ampia gamma di indicatori e, piuttosto che fornire un’unica visione, restituisce un territorio caratterizzato da dinamiche diverse: la composizione demografica continua a indebolirsi, il numero delle aziende è in calo, mentre occupazione, turismo ed export mostrano segnali di stabilità.

Il primo aspetto da considerare è quello demografico. Nel 2025 sono stati registrati solo 1.711 nati a fronte di 4.537 decessi: il saldo naturale risulta quindi fortemente negativo. A bilanciare questa situazione è il movimento migratorio, con 12.597 nuove iscrizioni e 8.901 cancellazioni, che porta il saldo migratorio a +3.696 individui e consente alla provincia di chiudere l’anno con un saldo complessivo positivo di 870 residenti.

Tuttavia, il problema strutturale rimane quello dell’invecchiamento. Al primo gennaio 2026, l’indice di vecchiaia provinciale raggiunge il valore di 345,3: ciò implica che per ogni 100 giovani sotto i 15 anni ci sono oltre 345 persone di almeno 65 anni. Il dato di Ferrara è significativamente superiore sia alla media regionale, che si attesta a 253, sia a quella , pari a 250. Anche l’età media, che ha raggiunto i 48,1 anni, conferma la particolare vulnerabilità demografica del territorio.

La situazione, inoltre, presenta notevoli differenze tra i comuni. Nel periodo 2011-2025, la popolazione è aumentata principalmente a Cento (+3,2%), Portomaggiore (+2%) e Vigarano Mainarda (+2,8%), mentre le contrazioni più significative riguardano Goro (-13,9%), Jolanda di Savoia (-13,6%), Ostellato (-13,1%), Riva del Po (-13%) e Codigoro (-11,8%). Ferrara città conta 129.048 residenti, pari al 38% dell’intera popolazione provinciale.

Sul fronte del lavoro, il quadro è meno allarmante. Nel 2025, il tasso di occupazione nella fascia 15-64 anni a Ferrara raggiunge il 69,7%, mentre il tasso di attività si attesta al 73,4%. La disoccupazione rimane su livelli decisamente più contenuti rispetto agli anni precedenti, dopo il progressivo miglioramento registrato dal 2020 in poi. Tuttavia, persiste un evidente divario di genere: i principali indicatori del mercato del lavoro continuano a evidenziare una partecipazione femminile inferiore a quella maschile.

Non mancano però segnali di tensione nel sistema produttivo. Nel 2025 sono state autorizzate complessivamente 4,65 milioni di ore di cassa integrazione, rispetto ai 4,02 milioni del 2024. A incidere è soprattutto la componente straordinaria, mentre quella ordinaria è diminuita da 2,57 a 2,21 milioni di ore. Il settore meccanico assorbe una parte significativa delle ore autorizzate, a conferma dell’importanza delle dinamiche industriali nel contesto occupazionale provinciale.

È invece il tessuto imprenditoriale a mostrare una delle dinamiche più preoccupanti. A fine 2025 le aziende attive sono 28.198, rispetto alle circa 29.074 dell’anno precedente, con una riduzione del 2,9%. Le imprese registrate ammontano a 31.100. Durante l’anno, le nuove iscrizioni sono state 1.628, mentre le cessazioni non d’ufficio hanno raggiunto quota 1.784, determinando un saldo negativo di 156 aziende. La contrazione colpisce in particolare agricoltura, costruzioni, commercio e ristorazione.

La struttura del sistema produttivo rimane fortemente caratterizzata dalle imprese individuali, che costituiscono il 61,1% delle attività attive, mentre le società di capitale rappresentano il 20,3% e le società di persone il 15,7%. Tra i settori più rilevanti figurano commercio e riparazione di autoveicoli, con 3.615 aziende attive, costruzioni con 2.670, agricoltura, silvicoltura e pesca con 5.246 e attività di alloggio e ristorazione con 991. Anche l’imprenditoria femminile e quella straniera costituiscono una componente significativa del sistema economico locale, in un contesto in cui il ricambio generazionale e la trasformazione della struttura produttiva assumono un’importanza crescente. L’annuario dedica proprio a donne e stranieri una sezione specifica, analizzandone presenza, settori di attività e distribuzione territoriale.

Sul commercio estero giunge invece un segnale positivo. Nel 2025 le esportazioni ferraresi hanno raggiunto 2,58 miliardi di euro, con un lieve incremento rispetto ai 2,57 miliardi del 2024 (+0,5%). Le importazioni sono invece diminuite da 1,205 miliardi a 1,130 miliardi (-6,7%). Il saldo commerciale rimane quindi ampiamente positivo. L’Europa continua a rappresentare di gran lunga il principale mercato di riferimento, mentre tra i singoli Paesi spiccano Germania e Francia, seguiti da Stati Uniti, Spagna e Cina.

Anche il turismo conferma la propria importanza nell’economia provinciale. Nel 2025 gli arrivi sono stati 672.915, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente, mentre le presenze hanno raggiunto 2.929.436, anch’esse in crescita. Gli italiani costituiscono la componente principale, ma cresce anche la domanda internazionale: gli arrivi esteri sono aumentati del 5,6% e le presenze del 5,4%. Particolarmente significativo rimane il ruolo dei Lidi di Comacchio, che concentrano una quota rilevante della capacità ricettiva e dei pernottamenti provinciali.

L’agricoltura mantiene a sua volta un peso strutturale rilevante, con 5.246 aziende attive nel comparto primario e una presenza particolarmente significativa della pesca e dell’acquacoltura. I dati sulle coltivazioni evidenziano però quanto il settore sia vulnerabile alle variazioni delle superfici coltivate e delle rese, mentre l’annuario dedica ampio spazio anche a fitosanitari, fertilizzanti, produzioni biologiche, agriturismo e attività della pesca.

Il quadro si completa con i dati sul commercio interno, sul credito, sul parco veicolare e sull’edilizia. Quest’ultima mostra nel 2025 segnali di ripresa per alcuni interventi non residenziali: il volume dei fabbricati non residenziali nuovi arriva a 108.062 metri cubi, rispetto agli 83.492 del 2024.

Nel complesso, dunque, l’annuario della Camera di commercio restituisce un’ di una provincia che non può essere interpretata attraverso un solo indicatore. Ferrara continua a perdere popolazione e presenta una struttura demografica fortemente invecchiata; il numero delle aziende attive è in calo e alcune attività tradizionali mostrano segnali di arretramento. Al contempo, però, il mercato del lavoro ha migliorato i propri indicatori, l’export mantiene un valore superiore ai 2,5 miliardi di euro e il turismo raggiunge nuovi livelli di arrivi e presenze.

È proprio questa coesistenza di criticità e capacità di tenuta a rendere significativo il quadro delineato dalle “Informazioni statistiche 2026”: non solo una raccolta di dati, ma una mappa attraverso la quale interpretare le trasformazioni economiche e sociali della provincia e identificare le sfide che attendono il territorio nei prossimi anni. Il rapporto, concluso nel luglio 2026, è consultabile gratuitamente sul sito della Camera di commercio.

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