Finessi rieletto segretario della Uilm
Alberto Finessi è stato riconfermato per i prossimi quattro anni nel ruolo di segretario della Uilm di Ferrara. Il congresso si è svolto il 31 marzo e ha visto la partecipazione di numerosi delegati e ospiti, tra cui rappresentanti di associazioni sindacali e datoriali, imprenditori e l’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia.
Insieme a Finessi, sono stati eletti nella segreteria Giuseppe Di Stefano ed Emanuela Campi, mentre Antonio Barile assumerà il ruolo di tesoriere.
L’elezione è avvenuta al termine di un dibattito che ha trattato questioni centrali per il settore metalmeccanico. Partendo dagli effetti negativi delle guerre, si è focalizzato in particolare sulla transizione energetica e sul green deal.
Si sono affrontati anche argomenti riguardanti i giovani, la sicurezza nei luoghi di lavoro, lo sviluppo territoriale e, soprattutto, come rappresentare al meglio i lavoratori del settore metalmeccanico.
Le conclusioni sono state affidate al segretario generale della Uilm, Rocco Palombella.
Finessi, contattato dalla nostra redazione, ha descritto la giornata come “una bella giornata” poiché durante il congresso si è avuto l’opportunità di “riunire tutte le parti”, mettendo attorno al tavolo sindacalisti, politici, istituzioni e aziende. “È stato – spiega – un modo per confrontarci e i punti di riflessione emersi al 18esimo congresso della Uilm di Ferrara sono molto impegnativi, anche perché il periodo che stiamo attraversando è particolarmente difficile”.
“La situazione geopolitica sta mettendo a dura prova la stabilità del sistema industriale europeo e italiano. Ci aspettano momenti complessi e purtroppo sono sfide che devono essere affrontate con determinazione, dedicando il giusto tempo e con la responsabilità di comunicare tra di noi e con le autorità che ci governano”. Riferisce l’invasione russa in Ucraina e quella di Israele in Palestina, fino all’attacco israelo-statunitense in Iran. “Sembra – afferma – che ogni volta che cerchiamo di alzarci di un centimetro, qualcuno ci colpisca e ci faccia scendere di due centimetri”.
Allo stesso tempo, “quando cerchiamo di farci sentire, a Roma fanno finta di non ascoltarci” e la stessa “Confindustria si lamenta dell’immobilismo” del Governo. “È necessario rimboccarsi le maniche – afferma – ci sono molte cose da fare, ma bisogna iniziare da qualche parte e se non ci prendiamo il tempo di sederci e dialogare, domani non andremo da nessuna parte”.
Le idee emerse durante il convegno provengono da diverse direzioni e ruoli “ma sono tutte orientate verso un unico ragionamento: è fondamentale affrontare i problemi e dialogare, ascoltando chi non riesce ad arrivare a fine mese, è lì che dobbiamo intervenire”.
A Ferrara sarà necessario “monitorare 3 o 4 realtà”. La prima menzionata da Finessi è la Berco, ma anche la ex Vm, ora di proprietà di Marval, e questo deve avvenire prestando attenzione alla ex Tecopress, acquisita dal Gruppo Sira Industrie che “ha avuto il coraggio di investire”, trasformando l’azienda in “un esempio”. Un esempio che, secondo Finessi, trae origine dall’applicazione del Patto per il lavoro, firmato dalla Regione Emilia Romagna, mentre Sira “non ha licenziato alcun lavoratore, ha riqualificato e integrato le maestranze senza disperdere il sapere e ora sta tornando a riacquisire volumi produttivi e di vendita”.
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