Firmato il contratto interprofessionale per l’industria del pomodoro 2026.
Nei giorni scorsi è stato siglato un accordo quadro per la coltivazione del pomodoro da industria nell’area centro-nord, che include anche la provincia di Ferrara, la quale si colloca al secondo posto per ettari coltivati, circa 7.500.
Coldiretti ha reso nota la notizia, evidenziando che il prezzo stabilito, pari a 137 euro a tonnellata, non è soddisfacente e mette in pericolo il reddito delle aziende agricole produttrici.
Rino Crovetti, vice presidente di Coldiretti Ferrara con delega al settore del pomodoro, ha commentato con amarezza: “Stiamo vivendo un periodo economico e produttivo estremamente difficile, caratterizzato da un aumento considerevole dei costi di produzione, con le aziende agricole costrette a fronteggiare rincari enormi in tutte le operazioni colturali e questo prezzo rischia di non coprire le spese. Inoltre, si tratta di un accordo tardivo, che non ha permesso una programmazione aziendale adeguata e ponderata, costringendo i produttori a prendere decisioni senza avere chiara la situazione per quanto riguarda gli investimenti necessari per la coltivazione. Si prevede, tra l’altro, un incremento significativo degli ettari rispetto al 2025, con tutte le incertezze di una campagna che dovrà gestire maggiori produzioni verso gli impianti di trasformazione, senza un controllo e un orientamento preventivo delle quantità prodotte.”
“Coldiretti aveva proposto alle Op – prosegue Crovetti – una trattativa basata su un sistema di pagamento a due livelli: un prezzo più remunerativo da applicare alle quantità consegnate lo scorso anno e un prezzo inferiore per le quantità che superano la soglia del 2025. Purtroppo, questa proposta non è stata accettata e l’eccessivo aumento delle superfici dedicate al pomodoro da parte di alcuni operatori, insieme alla mancanza di una visione di equa redistribuzione del reddito lungo la filiera da parte dell’industria, contribuisce in questa stagione a danneggiare economicamente gran parte degli agricoltori.”
Il pomodoro da industria e i prodotti derivati rappresentano un simbolo del Made in Italy e una delle filiere più rilevanti dell’agroalimentare italiano.
“A nostro avviso – conclude Crovetti – è fondamentale valorizzare e proteggere la filiera del pomodoro da industria, iniziando dalla tracciabilità e dalla trasparenza riguardo all’origine della materia prima utilizzata per la produzione dei derivati, assicurando ai consumatori informazioni chiare e affidabili per contrastare frodi e contraffazioni, promuovendo nel contempo contratti di filiera pluriennali per ridurre le incertezze che ostacolano la programmazione aziendale, introducendo anche strumenti legati al meccanismo delle quote produttive e tutelando i produttori storici.”
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