Gasolio per uso agricolo. Confagricoltura: “Il Governo invia segnali incoraggianti”
“Finalmente ci sono notizie incoraggianti per il comparto agricolo, segnali favorevoli in un periodo di grande difficoltà”. Così si esprime il presidente di Confagricoltura Ferrara, Francesco Manca, in seguito alle decisioni adottate il 1° aprile dal Governo riguardo al gasolio agricolo e al piano di transizione 5.0.
“Il 31 marzo scorso, Confagricoltura è stata ascoltata dalla Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in preparazione all’esame del disegno di legge per la conversione del decreto relativo alle misure urgenti per l’aumento dei prezzi del petrolio. In quell’occasione, Confagricoltura ha evidenziato che, per quanto concerne il gasolio agricolo, la riduzione delle accise non ha prodotto effetti significativi, poiché il risparmio si è attestato a soli 3 centesimi al litro, mentre il prezzo è aumentato del 40%”, sottolinea il presidente di Confagricoltura Ferrara, il quale mette in evidenza che, senza interventi più incisivi, l’aumento dei costi del gasolio agricolo avrebbe avuto un impatto negativo sulla competitività delle aziende, con il rischio di generare un’alta inflazione lungo l’intera filiera agroalimentare.
“Secondo i costi medi di produzione forniti da Ismea – continua Manca – i costi energetici e dei fertilizzanti rappresentano il 40% del costo totale di produzione per il grano e il 60% per il mais, due coltivazioni molto diffuse nel territorio ferrarese (55.400 ettari di grano e oltre 36mila di mais nell’anno passato). Da qui la richiesta di estendere anche al settore agricolo il credito d’imposta del 20% per l’acquisto di gasolio agricolo, come già avvenuto per il settore della pesca e dell’autotrasporto, richiesta che è stata accolta: il 3 aprile è stato pubblicato il decreto che introduce questa misura di sostegno per le aziende”.
Un ulteriore segnale positivo è giunto dal Tavolo istituito presso il Ministero delle Imprese riguardo al piano di transizione 5.0: “I tagli previsti da un decreto del 27 marzo sono stati annullati, ripristinando così le risorse di 1,3 miliardi già garantite lo scorso novembre per le aziende che avevano presentato progetti nell’ambito del piano di transizione 5.0 del 2025, ma che erano rimaste in attesa a causa dell’esaurimento delle risorse. Una vera boccata d’ossigeno per il settore primario, considerando l’alto numero di pratiche presentate dalle aziende agricole tra il 7 e il 27 novembre scorso – sottolinea il presidente Manca – e in aggiunta sono stati stanziati ulteriori 200 milioni che permetteranno di coprire il 90% degli investimenti per i beni strumentali e il 100% per l’efficienza energetica. Le aziende necessitano di certezze; non è accettabile che vengano introdotte misure retroattive, poiché ciò mina la fiducia nelle istituzioni. In un periodo di grave crisi come quello attuale, le imprese agricole hanno bisogno di un adeguato supporto per gli investimenti tecnologici, al fine di non rimanere indietro rispetto ad altri settori della filiera agroindustriale che possono contare sulla misura dell’iper-ammortamento; per questo, come Confagricoltura – conclude il presidente di Confagricoltura Ferrara – chiediamo un adeguato finanziamento del credito d’imposta 4.0 per gli investimenti nel settore della produzione primaria, credito previsto dalla legge di bilancio per il 2026, attualmente considerato insufficiente, con un limite complessivo di spesa di soli 2,1 milioni di euro. È fondamentale affinché le imprese agricole possano operare alle stesse condizioni delle aziende degli altri settori, accelerando così verso la transizione digitale e tecnologica, aumentando la produttività e la competitività per garantire la sovranità alimentare del Paese.”
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