Agricoltori Cia in presidio a Roma: “I conti non tornano”

Anche gli agricoltori di Cia-Agricoltori Italiani , insieme ai produttori dell’Emilia-Romagna, saranno presenti a il 14 ottobre nell’ambito della mobilitazione organizzata davanti a Montecitorio dal 13 al 15 e dal 20 al 22 ottobre. L’iniziativa, promossa con lo slogan “I conti non tornano”, vedrà la partecipazione di centinaia di produttori in arrivo da tutta per denunciare una situazione economica insostenibile, che pesa interamente sulle aziende agricole e sui cittadini, dal campo agli scaffali del supermercato.

A guidare la protesta dei produttori ferraresi la crisi ormai strutturale climatica e di mercato, con i conti che davvero non tornano più a causa dell’aumento vertiginoso dei costi di produzione, in particolare quelli di energia, carburanti, mezzi tecnici, assicurazioni agricole. Una situazione aggravata dall’andamento climatico che ha compromesso la produttività delle principali colture del territorio, come spiega il presidente di Cia Ferrara, Massimo Piva: “Il senso della protesta è chiaro: le aziende agricole producono in perdita e questa situazione non è più sostenibile. Un insieme di fattori climatici, ambientali e di mercato hanno compromesso la redditività delle colture cerealicole – le quotazioni hanno raggiunto record di prezzi in negativo – del riso, del pomodoro da industria, delle pere e di quasi tutte le produzioni del territorio”.

Quelle stesse colture “sono state coltivate a carissimo prezzo per l’aumento costante dei costi di energia, carburanti, concimazioni, irrigazione straordinaria e quando vengono vendute il mercato offre prezzi assolutamente non remunerativi. Una perfetta e tragica ricetta per il fallimento economico, che sembra passare inosservato agli occhi di chi dovrebbe vigilare sulla speculazione dei prezzi non solo alla produzione, ma anche al consumo. Prodotti che a noi vengono pagati sotto i costi di produzione, per motivi che posso definire solo distorsioni lungo le filiere, arrivano sugli scaffali dei supermercati a prezzi che possono arrivare al 400% in più”.

“Di fronte a una situazione come questa protestare non è più un’opzione, ma è un’azione doverosa – conclude Piva – non solo per le aziende agricole ma per i cittadini e l’intero sistema che colpisce fortemente chi produce e chi acquista. Per questo il 14 saremo al “centro del potere” e vorremmo che arrivasse un segnale chiaro a chi, ogni giorno, entra a Montecitorio e ha il mandato democratico di tutelare le nostre aziende e il nostro cibo: l’agricoltura è essenziale e vogliamo poter produrre senza che la giostra dei prezzi e le speculazioni cancellino il nostro lavoro, le produzioni tipiche e l’intera economia agricola dei nostri territori”.

I commenti sono chiusi.