Il panorama imprenditoriale di Ferrara inizia il 2026 con un segnale, seppur modesto, di vivacità: si registra un incremento delle iscrizioni di nuove attività imprenditoriali (570, corrispondente a un aumento del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2025), mentre le chiusure rallentano (692, con una diminuzione del 9,8% rispetto all’anno precedente), portando a un bilancio, nei primi tre mesi di quest’anno, leggermente negativo e con una flessione tra le più contenute dal 2009. Infatti, si contano 122 imprese in meno tra gennaio e marzo, risultato della differenza tra 570 iscrizioni e 692 cessazioni, un esito previsto considerando che il primo trimestre è storicamente influenzato dal consolidamento delle chiusure avvenute a fine anno. Il tasso trimestrale (al netto delle cancellazioni d’ufficio) si attesta a -0,39%, in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025 (-0,70%) e del 2024 (-0,81%), rispetto al -0,11% dell’Emilia Romagna e al +0,01% dell’Italia. Al 31 marzo 2026, il totale delle imprese registrate nella provincia di Ferrara arriva a 30.806 unità. Questi sono i dati principali che emergono sull’andamento della demografia delle imprese nel primo trimestre, dall’analisi statistica condotta dall’Osservatorio dell’economia della Camera di commercio di Ferrara Ravenna, basata sulle informazioni del Registro delle Imprese.
“L’Intelligenza Artificiale – ha evidenziato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – costituisce attualmente un motore senza precedenti per accelerare processi, decisioni e modelli organizzativi, rappresentando un pilastro fondamentale per il rafforzamento del tessuto produttivo: la vera sfida consiste nel passaggio cruciale dalla fase di sperimentazione alla piena scalabilità operativa. Le nostre imprese dispongono di tutte le risorse necessarie per guidare questa trasformazione e competere con successo sui mercati globali, ma senza competenze adeguate non è possibile innovare. Nella provincia di Ferrara – ha continuato il vice presidente della Camera di commercio – il mismatch riguarda circa la metà dei profili ricercati dalle aziende, in particolare figure tecniche e digitali avanzate. Per questo motivo, la Camera di commercio, in collaborazione con le associazioni di categoria, sta creando una rete tra scuole, università, ITS e imprese per sviluppare le competenze del capitale umano, condizione essenziale per rendere realmente efficace la trasformazione digitale. Ottimo il segno positivo delle imprese giovanili, abbiamo bisogno della loro spinta verso nuovi valori e innovazione per sostenere la crescita”.
Ritornando all’indagine della Camera di commercio, si evidenzia il forte dinamismo delle società di capitali (+55 unità, con un tasso di crescita pari a +0,77%), in accelerazione rispetto allo stesso periodo del 2025 (+0,30%). Al contrario, si osserva una diminuzione delle imprese individuali (-137 unità, -0,77%) e delle società di persone (-36, -0,67%). In ogni caso, la forma giuridica più comune tra le imprese ferraresi rimane quella delle imprese individuali, che rappresentano il 57% del totale, contro il 22,9% delle società di capitali (17,2% le società di persone).
Per quanto concerne i settori, i servizi mostrano un incremento (+54), a discapito dei comparti più tradizionali. Le migliori performance si registrano per le imprese più tecnologiche e per quelle delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+18 unità, +1,7%), nonché per le Attività finanziarie e assicurative (+15 imprese, +2,2%), per le Attività immobiliari (+11, +0,6%) e per le Altre attività di servizi (+10, +0,6%); crescono, inoltre, le Attività di alloggio e ristorazione (+5 unità e +0,2%), le Attività artistiche e di intrattenimento (+5, +0,9%), Fornitura acqua-reti fognarie (+2, +3,2%), Istruzione (+2, +1,3%), Trasporto e magazzinaggio (+1, +0,1%) e Sanità e assistenza sociale (+1, +0,4%). Da segnalare il forte dinamismo percentuale nel settore della Fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+4, +7,8%). Sul fronte opposto, i comparti più tradizionali soffrono: il Commercio perde 54 unità (-0,9%), l’Agricoltura registra una perdita di 143 imprese (-2,2%), la Manifattura si riduce di 15 unità (-0,7%). Perdono imprese anche le Attività di noleggio, agenzie-viaggio e di supporto operativo alle imprese (-9 unità, -0,9%) e i Servizi ICT (-5, -0,9%). L’Edilizia, dopo un lungo periodo di crescita grazie ai superbonus, continua la tendenza negativa iniziata l’anno scorso (-3 imprese e -0,1%).
Il sistema imprenditoriale artigiano mostra difficoltà, registrando un bilancio negativo tra gennaio e marzo (-0,26%); in questo caso, la contrazione risulta però più contenuta rispetto a quanto osservato nel totale delle imprese ed è in miglioramento rispetto all’anno precedente: era stato -0,53% nello stesso periodo del 2025. Il trimestre si è chiuso con un saldo negativo di -21 unità (186 le iscrizioni di nuove imprese artigiane contro 207 cessazioni volontarie, da gennaio a marzo).
Crescono le imprese giovanili (+4,6%, corrispondente a un saldo netto tra iscrizioni e cessazioni volontarie molto positivo e pari a +109 unità per le imprese guidate da “under 35”) e le imprese straniere (+2,2% per un saldo pari a +79 unità); in calo invece le imprese femminili, con 16 attività in meno e un tasso trimestrale negativo pari a -0,2%, migliorando l’andamento registrato nello stesso periodo del 2025 (-0,8%).