“Lo Stretto di Hormuz fondamentale anche per l’esportazione di foraggi”

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Il blocco delle vie marittime nello stretto di Hormuz, un punto cruciale anche per l’esportazione dell’erba medica disidratata europea, con l’Italia che si colloca come secondo produttore di foraggi essiccati e disidratati, subito dopo la Spagna, sta generando notevoli difficoltà anche per la filiera produttiva locale.

“Confermo tutto – ha dichiarato Paolo Lodi, membro dell’Assemblea dei Delegati di Confagricoltura Ferrara, co-proprietario della storica azienda agricola di famiglia situata a Mirabello e associata a Confagricoltura Ferrara, nonché consigliere di Aife, l’Associazione italiana foraggi essiccati – la nostra azienda è attiva nella coltivazione e lavorazione di foraggi da oltre trentacinque anni e siamo preoccupati per i costi del trasporto marittimo per questo tipo di prodotto, che, escludendo la raccolta del 2026, ha raggiunto livelli piuttosto alti. Tuttavia, abbiamo affrontato molte crisi in passato e affronteremo anche questa questione relativa ai costi di spedizione marittima, e per questo motivo sono fiducioso riguardo a una sua risoluzione: tra l’altro, sembrerebbe che ci siano ora alcuni segnali di allentamento della tensione, pur mantenendo tutte le necessarie cautele”.

“Come Agricole Lodi non abbiamo container in mare – ha osservato – ma per chi li possiede, il rischio in queste circostanze è rappresentato dalle speculazioni, che possono comportare costi aggiuntivi molto elevati per i trasporti, oltre a un incremento dei noli e del carburante”. “Considerando quanto sta accadendo a seguito del blocco dello stretto di Hormuz, le compagnie marittime stanno imponendo condizioni particolarmente svantaggiose per le aziende produttrici, che stanno quindi cercando di ottenere un trattamento meno penalizzante”, ha spiegato, ritenendo che le possibili soluzioni dovranno necessariamente tenere conto delle incertezze e delle sempre più frequenti e imprevedibili situazioni che si riflettono anche sul trasporto marittimo: “Se fino a prima del 2021 la situazione era rimasta relativamente normale, dopo l’emergenza Covid-19, ci siamo invece abituati a fluttuazioni e cali dei prezzi e delle quotazioni di tutte le nostre produzioni, non solo dell’erba medica. Si può considerare conclusa un’era, e questa crisi mette in evidenza ancora una volta quanto sia fondamentale diversificare i mercati di destinazione: nell’ultimo biennio, come Agricole Lodi, abbiamo ripreso a soddisfare la domanda interna, stiamo quindi rivedendo le nostre strategie alla luce di queste nuove circostanze, dopo aver investito molto nelle certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale in tutte le fasi produttive e anche nel potenziamento del rinnovo di nuovi terreni”.

“Ci auguriamo che questa tensione si attenui – ha poi concluso Lodi – di risolvere il problema dei costi di spedizione e di poter riprendere le nostre normali attività con quei Paesi che fino a qualche anno fa ci hanno garantito risultati eccellenti, valorizzando le nostre eccellenze”.

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