Nove anni senza rinnovo, è sciopero: presidio davanti al Teatro Comunale di Ferrara

Nove anni senza rinnovo, è sciopero: presidio davanti al Teatro Comunale di Ferrara 1

Anche a i lavoratori del mondo dello spettacolo si mobilitano per il rinnovo dei contratti nazionali. Venerdì 23 ottobre, a partire dalle 19.45, i dipendenti della Fondazione Teatro Comunale saranno in presidio davanti all’ingresso del teatro per distribuire materiale informativo e sensibilizzare la cittadinanza sulle condizioni di lavoro nel settore. L’iniziativa si inserisce nello sciopero regionale proclamato per l’intera giornata da Slc Cgil Fistel Cisl e Uilcom Uil, che coinvolgerà tutti i turni di lavoro con inizio nella giornata di venerdì.

Al centro della protesta c’è la rottura del tavolo di trattativa con Federvivo, arrivata dopo due anni di negoziati e a cinque anni dalla scadenza dei contratti collettivi nazionali del personale dipendente dei teatri e del personale scritturato per lo spettacolo dal vivo.

Secondo le organizzazioni sindacali, la rottura rappresenta l’esito di un confronto durante il quale la parte datoriale avrebbe respinto sistematicamente le proposte avanzate per superare le disuguaglianze e migliorare le condizioni contrattuali del settore. Tra le principali richieste figurano l’unificazione dei contratti, la definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive, interventi ritenuti necessari per ammodernare il sistema e riconoscere maggiore dignità alle lavoratrici e ai lavoratori.

A pesare è soprattutto la questione salariale. L’ultima revisione del contratto nazionale risale infatti al 2018, con una vigenza di fatto che si avvicina ai nove anni. Nel frattempo, sottolineano i sindacati, l’inflazione accumulata durante il periodo di vacanza contrattuale ha raggiunto il 23%, erodendo il potere d’acquisto delle retribuzioni.

Le proposte economiche avanzate da Federvivo vengono giudicate “del tutto insufficienti” dalle organizzazioni sindacali. Per il personale dipendente dei teatri, la controparte avrebbe proposto un aumento del 18%, distribuito nell’arco di tre anni a partire dal 2027. Un incremento che, secondo i calcoli sindacali, in assenza di arretrati e a fronte di nove anni di blocco contrattuale, equivarrebbe a circa 28 euro lordi all’anno.

“Si tratta di cifre basse e insufficienti”, denunciano i sindacati, evidenziando come gli aumenti proposti non permetterebbero di recuperare neppure la perdita di potere d’acquisto determinata dall’inflazione. Da qui la decisione di proclamare lo sciopero per venerdì 23 ottobre in tutta l’Emilia-Romagna.

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