Primarie in California, due candidati repubblicani in posizione di vantaggio

Primarie in California, due candidati repubblicani in posizione di vantaggio 1

Le primarie in California si trovano in una fase inaspettata. Due candidati repubblicani dominano i sondaggi mentre il fronte democratico appare frazionato. Questo rappresenta un’anomalia per uno Stato storicamente progressista, resa possibile dal sistema delle primarie aperte che potrebbe modificare gli equilibri politici in vista delle elezioni di novembre.

A cura di Domenico Maceri

Dottore di ricerca, è professore emerito presso l’Allan Hancock College di Santa Maria, in California. Alcuni dei suoi articoli hanno ricevuto premi dalla National Association of Hispanic Publications.

Stando agli ultimi sondaggi, due candidati repubblicani sono in testa nelle preferenze degli elettori californiani per la posizione di governatore del Golden State. Le primarie in California si svolgeranno il 2 giugno e se questa situazione dovesse concretizzarsi, il commentatore conservatore Steve Hilton (17%) e lo sceriffo della Contea di Riverside Chad Bianco (16%) si sfiderebbero a novembre. L’elezione per governatore stabilisce che i primi due candidati alle primarie si contenderanno in una sorta di ballottaggio per determinare chi occuperà la carica più alta dello Stato più popoloso e ricco dell’Unione.

Il sistema tradizionale nelle elezioni americane, nella maggior parte dei casi, prevede una competizione tra il Partito Democratico e quello Repubblicano. Di solito, i due partiti svolgono le loro primarie e selezionano il vincitore che sfiderà il candidato dell’altro partito. Nel 2010, la legge in California è stata modificata su iniziativa dell’allora governatore Arnold Schwarzenegger, sostenendo che il vecchio sistema avvantaggiava i candidati più estremisti dei due partiti. Il nuovo sistema elimina le primarie separate dei due partiti, unendole in un’unica primaria aperta a cui possono partecipare tutti, indipendentemente dalla registrazione di partito. Questo spiega perché le primarie per la carica di governatore si svolgeranno a giugno e i due candidati con il maggior numero di voti si sfideranno poi a novembre. In teoria, i due candidati finalisti potrebbero appartenere allo stesso partito. Nelle tre elezioni con il nuovo sistema, i vincitori della primaria aperta sono sempre stati di partiti diversi, con vittorie democratiche a novembre—Jerry Brown nel 2014, e Gavin Newsom nel 2018 e 2022.

Nella primaria attuale, oltre a Hilton e Bianco, entrambi repubblicani, ci sarebbero altri otto candidati democratici che si stanno dividendo i consensi. Il terzo nelle preferenze, sempre secondo i sondaggi, è Eric Swalwell, attuale parlamentare della California del Nord (13%). Segue Katie Porter, ex parlamentare della California del Sud (12%). La Porter si era candidata per un seggio al due anni fa, ma fu sconfitta da Adam Schmitt, il quale passò dalla Camera dei Rappresentanti alla Camera Alta. C’è poi il miliardario Tom Steyer, che finanzia la sua campagna elettorale (10%). Gli altri cinque candidati ottengono meno del 5% nei sondaggi, ma la loro presenza distrae, impedendo ai primi tre di emergere a causa della confusione di un gruppo troppo numeroso.

Fino ad ora non si è discusso di ritirarsi dalla corsa per sostenere un candidato democratico che probabilmente vincerebbe uno dei due posti per le elezioni di novembre e, eventualmente, la carica di governatore. La California, come noto, è uno Stato progressista. Gli ultimi due governatori, Jerry Brown e l’attuale Gavin Newsom, sono democratici, così come la maggior parte della legislatura, sia alla Camera che al Senato. Per quanto riguarda la rappresentanza a Washington, entrambi i senatori sono democratici—Alex Padilla e Adam Schiff—e 40 dei 52 parlamentari appartengono al partito democratico. Questo numero potrebbe aumentare considerando la recente approvazione delle nuove mappe elettorali, che avvantaggerebbero i democratici nelle elezioni di midterm a novembre.

Riusciranno i candidati repubblicani a vincere le primarie come indicano i sondaggi e a escludere i candidati democratici in uno Stato considerato ultra progressista? È possibile, ma in realtà poco probabile. Il presidente del Partito Democratico della California, Rusty Hicks, ha già incoraggiato i candidati del suo partito con scarse possibilità di vittoria a ritirarsi, senza successo fino ad ora. Molti californiani sembrano non essere interessati all’elezione statale per governatore, preoccupati maggiormente per il caro vita, in particolare per il costo delle abitazioni e, ovviamente, per il prezzo della benzina, il più alto negli Stati Uniti, ma comunque leggermente inferiore alla media europea (1,30 vs. 1,80 ), “grazie” alla guerra di Donald in Medio Oriente. Gli elettori si mobiliteranno? Si spera, perché un governatore repubblicano in California, con un PIL che si colloca tra la quarta e la quinta potenza mondiale, detiene notevoli poteri. Questi poteri sarebbero limitati dalla legislatura, dove i democratici possiedono una super maggioranza che probabilmente manterranno. Tuttavia, nella preparazione dei bilanci, dovrebbero fare i conti con il veto del governatore, il che, nel clima politico attuale, potrebbe rappresentare un campanello d’allarme.

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