Sanità. “Il ‘Piano Ferie’ non deve trasformarsi in mezzo per diminuire i servizi”

Sanità. "Il 'Piano Ferie' non deve trasformarsi in mezzo per diminuire i servizi" 1

“Il “Piano Ferie” non può diventare uno strumento per ridurre i servizi”. Massimo Zanirato, coordinatore Uil Ferrara, e Davide Covi, segretario generale Uil Fpè di Ferrara, affermano che le Aziende Sanitarie non possono “trasferire la cronica mancanza di personale sul diritto alla cura dei cittadini e sui diritti dei lavoratori”.

“Anche quest’anno – continuano – la soluzione proposta dalle Aziende Sanitarie di Ferrara per garantire il legittimo diritto alle ferie dei dipendenti risulterà la più miope e svantaggiosa per i cittadini: riduzione dei posti letto e delle operazioni chirurgiche e accorpamento di servizi”.

A sostenere i due sindacalisti si uniscono anche la Uil Emilia Romagna e la Funzione pubblica regionale, che esprimono “un deciso e totale rifiuto nei confronti di questa deriva gestionale, dove, invece di procedere con le assunzioni necessarie e strutturali per garantire la continuità delle prestazioni sanitarie, le Aziende optano per la via più breve ma più dolorosa: ridurre l’offerta della sanità pubblica ai cittadini di Ferrara”.

Zanirato e Covi affermano “che i cittadini e gli operatori della sanità siano stanchi di vedere l’estate trasformata in un periodo di riduzione delle attività della nostra sanità”.

“È fondamentale ricordare con fermezza – proseguono – che le ferie, non solo quelle estive, rappresentano un diritto contrattuale imprescindibile, poiché destinate alla tutela psicofisica del lavoratore. Esse costituiscono un pilastro essenziale della salute e della sicurezza sul lavoro che non può essere in alcun modo contrapposto al diritto alla salute dei cittadini. Se l’unica soluzione per concedere ferie al personale è ridurre le attività per i cittadini, ciò indica che il sistema è in crisi e che la gestione aziendale ha fallito nella cura di servizi fondamentali per le comunità locali, come quelli legati alla salute”.

Un quadro che rivelerebbe “una gestione inefficace, nella quale anche la politica locale ha delle responsabilità”. “I sindaci, all’interno della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss), – affermano – hanno il compito di programmare, indirizzare, verificare e controllare in virtù della migliore visione strategica della sanità ferrarese. Ci troviamo invece di fronte a una prospettiva di netto deterioramento delle condizioni di lavoro dei professionisti sanitari e di una diminuzione dell’offerta di sanità pubblica per i cittadini”.

“Ridurre i posti letto e gli interventi chirurgici durante l’estate – spiegano – significa anche, nel lungo periodo, alimentare le già lunghe liste di attesa, generando una frustrazione sociale che si riversa puntualmente sugli operatori della sanità, trasformandoli in potenziali bersagli di un’utenza esasperata”.

Ai dirigenti che gestiscono la sanità e alla politica responsabile della programmazione e dell’indirizzo, Zanirato e Covi propongono “un salto di qualità e coerenza, smettendo di affermare che tutto va sempre bene, poiché a fronte dell’aumento della tassazione regionale dall’inizio dell’anno, i dipendenti e i cittadini si aspettano assunzioni per garantire continuità e benessere lavorativo, non certo riduzioni dell’offerta della nostra sanità pubblica”.

“La salute – concludono – non va in vacanza e la flessibilità organizzativa, frutto di logiche puramente ragionieristiche, non può essere una strada a senso unico che schiaccia chi lavora in prima linea e limita l’accesso alle cure per i cittadini; la Uil Emilia Romagna non rimarrà a guardare in silenzio questo declino della sanità pubblica ferrarese”.

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