Chi è Delcy Rodriguez, presidente ad interim del Venezuela
(afp)
Al centro della cruciale situazione venezuelana di queste ore c’è una donna, e contro ogni previsione, non è la premio Nobel Maria Corina Machado. Nella notte più turbolenta della recente storia del Paese, il tribunale Supremo di Caracas ha stabilito – in base agli articoli 233 e 234 della Costituzione – che sarà la vicepresidente a diventare presidente ad interim e a guidare la transizione. Il suo nome è Delcy Rodríguez.
La “benedizione” di Trump
Più che la sentenza del tribunale, a portarla al centro dell’attenzione globale sono state ieri poche parole di Donald Trump che in un’unica frase ha messo da parte politicamente Machado. “Machado non ha il rispetto e il supporto necessari per guidare il Paese in questo momento. Il segretario di Stato Marco Rubio ha avuto una lunga conversazione con la vicepresidente Rodríguez, che si è dichiarata disponibile. Credo che non avesse altra scelta”, ha affermato.
All’età di cinquantasei anni, figlia di un leader marxista assassinato in carcere, è cresciuta in un contesto di potere dominato dagli uomini ed è riuscita a distinguersi per la sua abilità nel dialogare con le élite economiche e gli attori internazionali.
Dagli Studi al petrolio
Originaria di Caracas, ha studiato Giurisprudenza all’Università Centrale del Venezuela. Per oltre vent’anni è stata una figura di spicco del chavismo. Ai vertici del potere, ha sempre collaborato con il fratello Jorge Rodríguez, attuale presidente dell’Assemblea Nazionale. È stata ministra della Comunicazione e dell’Informazione dal 2013 al 2014 e successivamente ha ricoperto il ruolo di ministra degli Esteri dal 2014 al 2017.
Come capo della diplomazia, Rodríguez ha rappresentato il Venezuela alle Nazioni Unite, sostenendo sempre l’antiimperialismo. Nel 2017 è diventata presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente. Nel 2018, Maduro, all’inizio del suo secondo mandato, l’ha nominata vicepresidente. Rodríguez ha mantenuto questo incarico durante il terzo mandato presidenziale del caudillo iniziato il 10 gennaio dello scorso anno, dopo le controverse elezioni del 28 luglio 2024. Fino alla cattura del presidente, ha ricoperto il ruolo di principale autorità economica del Venezuela e di ministro del Petrolio.
Ed è proprio quest’ultimo ruolo che la colloca in una posizione negoziale privilegiata. Il fatto che dopo le parole di Trump sia apparsa in televisione insieme al fratello e ai fedelissimi Diosdado Cabello e Vladimir López Padrino per riaffermare la lealtà a Maduro, secondo diversi analisti, non indica una chiusura al dialogo. “Le prossime ore saranno cruciali per determinare se la vicepresidente o altri membri del movimento chavista rimarranno al potere in accordo con Washington e se ci sono fratture all’interno del regime”, spiega Renata Segura, direttrice del programma dell’America Latina e i Caraibi per l’International Crisis Group.