È morta Claudette Colvin, simbolo dei diritti civili statunitensi. Aveva 86 anni

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(afp)

È deceduta all’età di 86 anni in Texas Claudette Colvin, pioniera dei diritti civili, che nel 1955 fu arrestata per non aver ceduto il suo posto a una donna bianca su un autobus a Montgomery, in Alabama. Il suo atto, avvenuto mesi prima di quello di Rosa Parks, nella medesima città, contribuì a dare impulso al movimento per i diritti civili negli Stati Uniti. La notizia della sua scomparsa è stata comunicata dalla Claudette Colvin Legacy Foundation.

Nata il 5 settembre 1939 a Birmingham, in Alabama, una delle città emblematiche della segregazione razziale nel Sud degli Stati Uniti, dopo poco tempo dalla nascita venne affidata a Mary Anne e Q.P. Colvin, una coppia afroamericana di modeste condizioni economiche che la adottò e la allevò come una figlia. La famiglia si spostò presto a Montgomery, dove Claudette trascorse la sua infanzia. Fin dalla giovane età, sperimentò le discriminazioni razziali, frequentando le scuole pubbliche segregate.

Il gesto di protesta

Il 2 marzo 1955, mentre tornava a casa da scuola su un autobus pubblico, si rifiutò di cedere il posto a una passeggera bianca, come richiesto dalle leggi segregazioniste. Fu arrestata con la forza, ammanettata e portata in carcere. Le accuse contro di lei includevano la violazione delle leggi sulla segregazione e l’aggressione a un agente di polizia. La comunità nera locale riuscì a pagare la cauzione, ma l’episodio segnò profondamente la sua adolescenza.

Nonostante il suo coraggio, Claudette non fu selezionata come simbolo pubblico della protesta. I leader del movimento per i diritti civili temevano che la sua giovane età, la sua situazione economica e, poco dopo, la sua gravidanza in adolescenza potessero essere usate per delegittimare la causa.

L’attivismo

Colvin ebbe comunque un ruolo fondamentale nella storia dei diritti civili. Fu una delle quattro querelanti principali nel caso Browder v. Gayle (1956), la causa che portò la Corte Suprema degli Stati Uniti a dichiarare incostituzionale la segregazione sugli autobus pubblici. Questa sentenza mise ufficialmente fine alla segregazione nei trasporti in Alabama e rappresentò una vittoria storica. Negli anni successivi, Claudette si trasferì a New York, dove visse per decenni lontano dall’attivismo pubblico e lavorò come infermiera.

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