Giappone, i mercati celebrano il successo di Takaichi. Brunello Rosa: “Ecco quali potrebbero essere le conseguenze”

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«L’entusiastica reazione della Borsa giapponese e l’accoglienza sostanzialmente ottimista dei mercati europei potrebbero suggerire che ci troviamo di fronte a un cambiamento storico per il Paese del Sol Levante». Brunello Rosa, docente di macroeconomia alla London School of Economics, non esita a definire «sicuramente riuscita, sebbene ad alto rischio» la scommessa della premier giapponese Sanae Takaichi, che ora si trova con una maggioranza schiacciante: almeno 310 seggi su 498 alla Camera, unendo il Liberal Democratic Party e il “partner junior” Japan Innovation Party.

La reazione dei mercati smentisce le incertezze che circondavano la politica economica di Takaichi?

«Direi di sì. La premier è riuscita a presentarsi non solo come l’erede di Shinzo Abe, ma anche come una leader consapevole delle differenze di contesto rispetto a quel periodo non troppo lontano. Già da alcuni mesi la Banca centrale aveva iniziato ad aumentare i tassi. Finora ha effettuato tre rialzi fino allo 0,75% e sta cercando di controllare l’inflazione. Un certo livello di inflazione, va sottolineato, è ben accetto poiché indica un certo grado di vitalità economica e rappresenta una vittoria contro l’inflazione che perdura da decenni. Ma, soprattutto, al di là di tutto ciò, i mercati hanno premiato la ritrovata stabilità. Il Giappone era un Paese abituato a continui cambi di governo, con le conseguenti fluttuazioni nella politica economica. Gli elettori, almeno il 28,2% che si è recato alle urne nonostante le nevicate, si sono opposti a questa situazione».

Quali sono, secondo lei, le misure economiche più efficaci?

«Probabilmente le riforme strutturali, che ora Takaichi potrà finalmente implementare grazie a questa maggioranza. È urgente, ad esempio, riformare il mercato del lavoro per facilitare l’ingresso delle donne, contribuendo così in modo decisivo all’espansione della base occupazionale, in un momento in cui il Giappone sta affrontando una crisi demografica senza precedenti e un aumento della percentuale di pensionati. Altre riforme sono necessarie per rilanciare l’innovazione tecnologica, affinché possa tornare a competere con Stati Uniti e Cina».

Donald ha elogiato la scelta «audace ma tempestiva» di Takaichi, annunciando un incontro imminente. È una promessa o una minaccia?

«Al di là del comportamento di Trump e delle conseguenze che ha avuto sull’ordine economico mondiale, si apre una finestra di opportunità affinché il Giappone possa riacquistare un ruolo significativo nel panorama globale, e il rapporto con gli Stati Uniti è ovviamente cruciale. Non dimentichiamo che uno dei fattori chiave per il successo elettorale è stato il risveglio dell’orgoglio giapponese, che era rimasto sopito fin dalla . Ora Takaichi ha ribadito l’importanza dell’alleanza con gli Stati Uniti, ma ha anche annunciato che intende rivedere l’articolo 9 della Costituzione, redatta dal generale Montgomery alla fine del 1945, che vieta al Paese di riarmarsi: anzi, il riarmo è parte integrante del grande piano di sviluppo economico che sta lanciando».

Ma un Paese con un debito pubblico del 220% quali possibilità ha di ?

«Infatti, contemporaneamente Takaichi ha dichiarato che il debito sarà ridotto. A tal fine, intende attuare una riduzione controllata della spesa pubblica, cercando nel contempo di mantenere vivo l’interesse degli investitori internazionali, che attualmente rappresentano una netta minoranza tra coloro che detengono titoli giapponesi. Lo farà con tassi elevati e senza ulteriori acquisti da parte della Banca centrale: in Giappone, il quantitative easing era iniziato molto prima e aveva avuto una durata molto più lunga rispetto a Europa e America. Ora, al contrario, ci troviamo in una fase di tightening, ovvero la vendita dei titoli rimasti “in pancia” alla Banca centrale. Se tutto ciò riuscirà a risvegliare il Giappone dopo decenni di crescita limitata, è tutto da vedere. Tuttavia, il comportamento dei mercati lascia ben sperare».

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