Hantavirus, segnalato un nuovo caso sospetto. Si tratta di un cittadino britannico a Tristan da Cunha. Risultato negativo per la hostess olandese.

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Hantavirus, segnalato un nuovo caso sospetto. Si tratta di un cittadino britannico a Tristan da Cunha. Risultato negativo per la hostess olandese.0 Hantavirus, segnalato un nuovo caso sospetto. Si tratta di un cittadino britannico a Tristan da Cunha. Risultato negativo per la hostess olandese. 2

La Hondius al largo di Capo Verde

 

Un nuovo potenziale caso di hantavirus è emerso nel cuore dell’Atlantico. Nel frattempo, un altro caso è stato escluso dai test effettuati ad Amsterdam. Pertanto, il numero di contagi rimane undici, inclusi tre decessi.

Il caso sospetto nell’isola atlantica

Un cittadino britannico attualmente sull’isola di Tristan da Cunha, situata tra Sudamerica e Africa, presenta febbre e difficoltà respiratorie. La nave in cui si è verificata un’epidemia di hantavirus si era fermata qui tra il 14 e il 16 aprile. Tre giorni prima, a bordo, era stata registrata la prima vittima: un olandese di 69 anni.

L’inglese che ha manifestato sintomi oggi ha avuto contatti con le persone a bordo. Considerando che l’hantavirus ha un periodo di incubazione che può arrivare fino a 6-8 settimane, non è sorprendente che il contagio si sia manifestato solo ora.

Negativa la hostess Klm

Tuttavia, non tutti i sintomi influenzali delle persone che sono state in contatto con la nave sono attribuibili all’hantavirus. L’hostess del volo Klm da Johannesburg ad Amsterdam, che il 25 aprile aveva fatto scendere la moglie della prima vittima, una donna olandese di 69 anni già gravemente malata e deceduta il giorno successivo, era stata segnalata ieri come possibile caso di contagio. Per lei era stato disposto l’isolamento in ospedale ad Amsterdam. I test per l’hantavirus, tuttavia, hanno dato esito negativo. Il suo nome è stato quindi rimosso dalla lista dei potenziali infetti.

I tre malati evacuati dalla nave

Oltre alla coppia olandese, il 2 maggio è deceduta sulla nave una donna tedesca. Un’altra donna che viaggiava con lei è attualmente ricoverata a Dusseldorf, ma i risultati dei suoi test non sono ancora disponibili.

Mercoledì, la turista è stata evacuata con un volo ambulanza diretto ad Amsterdam insieme a due membri dell’equipaggio malati di polmonite, un olandese e un inglese. Quest’ultimo, un 56enne, era stato inizialmente descritto come il medico di bordo. Oggi, le interviste sui media britannici lo definiscono invece ex poliziotto e guida naturalistica.

Hantavirus, segnalato un nuovo caso sospetto. Si tratta di un cittadino britannico a Tristan da Cunha. Risultato negativo per la hostess olandese.2

L’arrivo ad Amsterdam dei tre pazienti evacuati dalla nave mercoledì 

L’epidemia sottovalutata

La gestione della fase iniziale dell’epidemia rimane un aspetto poco chiaro della situazione. È vero che nel mezzo dell’Atlantico non ci sono molte alternative per affrontare emergenze sanitarie. Tuttavia, il capitano della nave aveva inizialmente tranquillizzato i passeggeri, escludendo rischi di contagio e citando il parere del medico di bordo.

Il corpo del turista olandese deceduto l’11 aprile, secondo il capitano “per cause naturali”, era stato mantenuto a bordo fino all’arrivo all’isola di Sant’Elena il 24 aprile. Qui era stato sbarcato senza alcuna precauzione. Nessun campione era stato prelevato per i test, ormai impossibili.

I passeggeri dispersi in 12 paesi

Altri 30 passeggeri di 12 nazionalità quel giorno avevano lasciato la nave a Sant’Elena e sono tornati a casa con mezzi propri. I loro paesi stanno cercando di rintracciarli per sottoporli a isolamento. Un cittadino svizzero con sintomi respiratori si è presentato autonomamente all’ospedale di Zurigo mercoledì. I test hanno dato esito positivo per l’hantavirus.

Solo il 2 maggio, venti giorni dopo il primo decesso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) è stata informata di un focolaio causato da un agente patogeno al momento sconosciuto.

Ricostruire la catena di contagi della nave non è più un compito semplice. Attualmente, circa un centinaio di persone si trovano in isolamento in Sudafrica (dove è deceduta la turista olandese e dove un altro turista britannico positivo è ricoverato in terapia intensiva), in , Stati Uniti, Olanda e in alcuni altri paesi di origine dei turisti e dell’equipaggio.

L’Oms: “Non è il nuovo Covid”

L’Oms esclude però che l’epidemia si espanda oltre a qualche caso sporadico durante il periodo di incubazione. “Questo non è il coronavirus” ha ribadito Maria Van Kerkhove, responsabile per le emergenze e le epidemie dell’Oms.

Hantavirus, segnalato un nuovo caso sospetto. Si tratta di un cittadino britannico a Tristan da Cunha. Risultato negativo per la hostess olandese.3

Maria Van Kerkhove, epidemiologa dell’Oms (afp)

“Si tratta di un virus molto differente. Abbiamo molte informazioni, poiché gli hantavirus esistono da tempo. Si tratta di un focolaio che abbiamo monitorato su una nave. C’è un’area circoscritta. Finora abbiamo 5 casi confermati. Non è la stessa situazione di sei anni fa”. I cinque casi confermati sono quelli con un test di laboratorio ufficiale risultato positivo.

Donald ha cercato di rassicurare i suoi cittadini. “È sotto controllo” ha dichiarato. Aggiungendo poi: “Speriamo vivamente”.

A tranquillizzare c’è il fatto che la trasmissibilità degli hantavirus tra gli esseri umani è limitata. Uno studio cileno del 2007 aveva stimato che tra le coppie con contatti intimi il tasso di trasmissione fosse del 17%. Tra i conviventi scendeva all’1,2%.

La diffusione sulla nave sembra essere leggermente superiore rispetto a queste stime. L’analisi dell’Rna del virus della Hondius potrebbe fornire indicazioni su eventuali mutazioni che hanno reso il patogeno più contagioso.

La rotta verso le Canarie

Sulla Hondius rimangono intanto 144 persone. Non sono emersi nuovi sintomi a bordo, e la nave ha lasciato Capo Verde mercoledì, diretta verso Tenerife, nelle isole Canarie. Qui le persone a bordo saranno sbarcate e riportate a casa, con precauzioni che restano poco chiare: l’Oms ha comunicato che sta ancora definendo i dettagli.

Gli esperti di Ginevra ipotizzano che la coppia olandese si sia infettata prima di imbarcarsi. I due turisti avevano partecipato a diverse escursioni naturalistiche in Cile, Uruguay e Argentina.

L’epidemia di hantavirus in Argentina

Una gita di birdwatching in una discarica di Ushuaia (il porto dal quale la Hondius è salpata il primo aprile) è al centro delle indagini dell’Oms. L’hantavirus, infatti, è presente nei roditori. Può essere trasmesso all’uomo attraverso l’inalazione di particelle di escrementi o saliva di roditori infetti.

Il ceppo diffuso in Sudamerica (denominato Andes) è quello responsabile dell’epidemia sulla nave da crociera. Provoca polmoniti gravi, ha la letalità più alta tra tutti gli hantavirus (circa il 40%) ed è l’unico che in passato ha dimostrato di potersi trasmettere non solo dai roditori agli esseri umani, ma anche da un essere umano all’altro.

L’Argentina ha registrato quest’anno un numero insolitamente elevato di casi di hantavirus: 26 dall’inizio del 2026. Le autorità sanitarie hanno dichiarato un’epidemia nel loro paese e stanno testando i roditori della discarica di Ushuaia per cercare conferme sulla presenza del ceppo Andes. Anche se, come è probabile, lo troveranno, non sarebbe una prova decisiva per comprendere dove e come si sia infettato il paziente zero della Hondius.

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