Il collaboratore principale di Zelensky divulgava informazioni riservate a una sua astrologa.

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L’ex direttore dell’Ufficio presidenziale Andriy Yermak, il “cardinale oscuro” del potere ucraino coinvolto nello scandalo Midas, per il quale è stata disposta oggi la custodia cautelare in carcere con cauzione, secondo gli investigatori aveva una consulente speciale per le questioni più sensibili: la sua astrologa.

È “Veronika Feng Shui”, conosciuta anche come Veronika Anikievich o Veronika Danylenko, la consulente esoterica con cui — secondo la procura anticorruzione — l’allora influente braccio destro di Zelensky, arrestato questa mattina per corruzione, discuteva nomine di ministri e sottosegretari, strategie contro giornalisti investigativi e persino il comportamento da adottare nei confronti dei vertici di Nabu e Sapo, le due agenzie anticorruzione ucraine che lo seguivano da vicino.

La questione è emersa durante l’udienza di ieri per la richiesta di arresto presentata dalla procuratrice Valentyna Hrebenyuk, che aveva suggerito per Yermak la detenzione in carcere con cauzione. Nei documenti presentati e nei passaggi letti dalla procuratrice, il particolare più imbarazzante per Kiev – sebbene non il più grave – riguardava paradossalmente proprio Veronika Feng Shui. Dai messaggi letti in aula, Yermak continuava a consultarla anche durante il conflitto con Nabu e Sapo, le strutture anticorruzione finite nel mirino politico dell’entourage presidenziale che aveva tentato in ogni modo di limitarne l’autonomia.

Il 24 dicembre, mentre gli investigatori perquisivano l’abitazione del suo autista, Yermak ha inviato alla consulente esoterica due nomi: Klymenko e Kryvonos, il capo della procura anticorruzione Sapo e il direttore dell’agenzia Nabu: “Forse la mia fermezza ti farà cambiare punto di vista. Negli ultimi mesi non hai risposto né reagito agli attacchi. Non si può parlare di escalation se inizi a fare qualcosa: è semplice autodifesa, e non la stai attuando. Entrambi siete stati psicologicamente terrorizzati — legge la procuratrice in aula citando uno dei messaggi intercettati, senza specificare a chi si riferisca il plurale — ma rimanete in silenzio. La situazione sta peggiorando, ma voi tacete. Cos’altro deve accadere perché iniziate ad agire? La situazione è tale che o tu o loro.”

Yermak, legge ancora la procuratrice, avrebbe risposto con un elenco di nomi: “Fiala, Ukrainska Pravda, Tkach, Musayeva, Zheleznyak, Arakhamia, Goncharenko. Sono pronto a tutto. Sono pronto domani.”

Sono i nomi del proprietario di Ukrainska Pravda, di alcuni dei suoi giornalisti investigativi, di due deputati d’opposizione e del leader del partito di Zelensky, Servitore del Popolo, con cui Yermak era ormai in forte contrasto. Dopo il sequestro di telefoni, computer e documenti durante le perquisizioni, temeva di essere arrestato. “Al momento sei preoccupato per i documenti e per l’arresto. È spiacevole — risponde la consulente esoterica — ma per ora non ci sono prove concrete. Avrai il diritto morale e legale di distruggerli. Ma se dovessero arrivare al potere, agirebbero con maggiore decisione e non avresti più né un garante né ampi poteri. Sarebbe meglio se riuscissi a lasciare il Paese in tempo. Pensaci.”

Per la procura, quelle conversazioni evidenziano un livello estremo di personalizzazione e informalità del potere attorno all’ufficio presidenziale ucraino. Ed è questo il punto più delicato per Kiev. Da anni l’Ucraina cerca di convincere Bruxelles e Washington di essersi lasciata alle spalle il modello oligarchico postsovietico. Il paese è il simbolo della resistenza europea contro la Russia, ma ogni scandalo che colpisce il cerchio ristretto del potere riapre in Occidente il tema dell’affidabilità delle istituzioni ucraine.

Yermak minimizzava affermando che non vi fosse nulla di illecito nelle conversazioni con Veronika e negando che le nomine siano state influenzate da consulti esoterici. Tuttavia, il semplice sospetto provoca un danno enorme alla credibilità del sistema che Mosca utilizzerà nella propria propaganda. L’Ucraina combatte l’invasione russa ma anche una guerra di reputazione davanti all’Occidente, che richiede standard molto più elevati di trasparenza istituzionale e si trova davanti Veronika: l’astrologa che aveva un iPhone 12 a disposizione esclusivamente per comunicare i suoi vaticini al potente Yermak.

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