“Il ritrovamento di una zampa in Spagna conferma che Annibale attraversò le Alpi con gli elefanti”

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– Si tratta solo di resti di una zampa, ma quella zampa apparteneva a un elefante, e l’animale in questione si trovava in Spagna circa nel terzo secolo avanti Cristo. Il ritrovamento, secondo un gruppo di archeologi spagnoli, rappresenta la prima evidenza concreta che Annibale attraversò realmente le Alpi con questi enormi animali africani per sorprendere i Romani durante la seconda guerra punica. Una scoperta di straordinaria rilevanza storica, riguardante uno degli eventi militari più incredibili e affascinanti dell’antichità.

Come riportato dalla Bbc, i resti dello scheletro dell’elefante sono stati scoperti durante scavi in una località denominata Colina de los Quemados, nei pressi della città di Cordoba, nel sud della penisola iberica. Il team di ricercatori, guidato dal professor Rafael Martinez Sanchez, ha estratto dal suolo anche gioielli, monete, ceramiche e armi, tutti reperti che, attraverso analisi al carbonio, sono risultati risalire, come le ossa della zampa, all’epoca della seconda guerra punica. Il fatto che le ossa dell’elefante fossero piuttosto comuni sembra escludere che avessero una funzione ornamentale, ovvero che qualcuno le avesse portate dall’Africa: dovevano appartenere a un animale, deceduto durante il faticoso viaggio e abbandonato nel luogo in cui si trovava.

“La presenza di scheletri di elefanti in Europa in un contesto archeologico è estremamente rara”, affermano gli studiosi nella rivista Journal of Archeological Science. “Questa potrebbe quindi rappresentare la prima prova che effettivamente c’erano elefanti nella spedizione di Annibale che attraversò le Alpi”.

Disegni e fonti storiche hanno sempre sostenuto che nel 218 avanti Cristo il leggendario generale concepì un audace piano per invadere l’Italia: partito da Cartagine, l’attuale Tunisia, attraversò lo Stretto di Gibilterra su imbarcazioni, proseguendo quindi lungo la Spagna, i Pirenei e le Alpi, per scendere poi verso , sorprendendo così i Romani. Annibale guidava un formidabile esercito, composto da 90 mila fanti e 12 mila cavalieri, ma l’elemento più temuto era rappresentato da 37 elefanti. Questi ultimi, i più grandi mammiferi esistenti, costituivano una risorsa straordinaria per quei tempi, consentendo ai cartaginesi di generare panico e disorientamento tra le forze nemiche: l’equivalente di un inarrestabile carro armato.

La traversata delle Alpi in inverno con decine di elefanti fu probabilmente l’impresa più difficile per il condottiero proveniente da Cartagine. Superate le montagne, Annibale sconfisse le truppe romane in quattro battaglie, culminando in quella di Canne nel 216 avanti Cristo. Tuttavia, gli invasori si fermarono nei cosiddetti “ozi di Capua”, e successivamente il generale cartaginese fu costretto a tornare in patria, dove anni dopo venne definitivamente sconfitto dai Romani nella battaglia di Zama, evento che segnò la conclusione delle guerre puniche. Annibale scelse l’esilio, rifugiandosi in Libia, dove morì apparentemente suicida, bevendo una pozione velenosa piuttosto che essere catturato dai Romani, nel 183 o 182 avanti Cristo. Lo stesso anno della morte di Scipione l’Africano, il generale romano che lo aveva battuto e che distrusse Cartagine.

Queste epiche guerre hanno avuto un impatto significativo per molte ragioni nella storia di Roma antica: l’aspetto più sorprendente, tuttavia, rimane la traversata delle Alpi con gli elefanti da parte di Annibale. Un’impresa del genere può garantire un posto nella storia anche se si finisce per perdere. Ma fu realtà o leggenda? Storici e fantasia popolare hanno a lungo discusso su questo tema. Ora le ossa di una zampa potrebbero aver fornito la conferma definitiva. La storia, si dice, è narrata dai vincitori. In questo caso, l’ultima parola spetterebbe agli sconfitti, grazie a un elefante deceduto in Spagna.

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