Il Venezuela annuncia la liberazione di diversi detenuti. Attesa per Trentini, rilasciato Gasperin

Il Venezuela annuncia la liberazione di diversi detenuti. Attesa per Trentini, rilasciato Gasperin 1

Il presidente dell’Assemblea del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha comunicato oggi la “liberazione di un significativo numero di detenuti, sia venezuelani che stranieri”. Il rilascio avverrà nelle prossime ore, come riportato dal New York Times. Rodríguez ha dichiarato che la scelta è stata fatta in modo “unilaterale” dal governo di Caracas con l’intento di “promuovere e ottenere la pace”. Si attende di scoprire se tra i liberati ci sia anche l’italiano Alberto Trentini, un giovane arrestato da 419 giorni in Venezuela. Tuttavia, sarebbe già stato rilasciato almeno un italiano che si trovava nelle carceri del paese. Secondo quanto riferito da diverse fonti autorevoli, si tratterebbe dell’imprenditore settantenne Luigi Gasperin.

La mediazione

Questo rappresenta il primo atto pubblico di riconciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell’ venezuelana dopo la rimozione del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. “È un esempio dell’impatto di Donald ”, afferma la Casa Bianca. Il presidente dell’Assemblea venezuelana ha spiegato che i dettagli riguardanti l’identità e il numero delle persone liberate saranno comunicati successivamente e ha espresso gratitudine all’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, al presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e al governo del Qatar per la mediazione che ha reso possibile questa decisione.

I quattro spagnoli

Il ministero degli Esteri spagnolo ha annunciato che cinque cittadini spagnoli sono stati liberati dal Venezuela. Lo riferisce El Pais. Il ministro degli Esteri, Josè Manuel Albares, ha confermato la presenza di spagnoli tra il gruppo di detenuti che il Venezuela si è impegnato a rilasciare, descrivendo l’evento come un “grande primo passo”.

Tra gli spagnoli liberati a Caracas figurano i baschi Andres Martines Adasme e José Maria Basoa, Miguel Moreno, originario delle Canarie, e il valenziano Ernesto Gorbe, come confermato da fonti diplomatiche a El Pais. Adasme e Basoa, di 32 e 35 anni, erano stati arrestati mentre si trovavano in viaggio turistico in Amazzonia nel settembre 2024, contemporaneamente all’asilo concesso in Spagna a Edmundo Gonzalez Urrutia, il leader dell’opposizione venezuelana e candidato alle presidenziali del 28 luglio, la cui vittoria è stata attribuita a Nicolas Maduro.

I due giovani baschi erano stati accusati di essere agenti dei servizi segreti spagnoli (Cni) e di partecipare a una cospirazione per assassinare Maduro, orchestrata dalla Cia.

Un’accusa che ha portato all’arresto anche di cittadini statunitensi e di altre nazionalità.

Miguel Moreno, 34 anni, giornalista, era stato preso in custodia lo scorso giugno, insieme all’equipaggio della nave “cacciatesori” N35, mentre tentavano di recuperare relitti di imbarcazioni affondate in acque rivendicate dal Venezuela. Ernesto Gorbe, 52 anni, era residente in Venezuela da lungo tempo ed è stato arrestato nel 2024, accusato di immigrazione illegale poiché il suo visto era scaduto. In totale, circa venti spagnoli risultavano detenuti in Venezuela alla fine del 2025 per motivi politici o accuse ritenute infondate dalle autorità spagnole, la maggior parte con doppia cittadinanza, iberica e venezuelana. Lo scorso 23 dicembre il premier Pedro Sanchez ha ricevuto alla Moncloa i familiari di Basoa, Adasme e Moreno.

L’ultimo aggiornamento della Ong Foro Penal indica che in Venezuela ci sono 863 prigionieri politici, di cui 86 stranieri o con doppia cittadinanza.

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