Iran, la denuncia: “12mila manifestanti uccisi”. Trump con i manifestanti: “L’aiuto è in arrivo”
“Almeno 12mila persone, molte sotto i 30 anni, sono state uccise” durante le manifestazioni in Iran. La notizia è stata riportata da Iran International, che definisce questo evento “il più grande massacro nella storia moderna dell’Iran, verificatosi principalmente nelle notti dell’8 e 9 gennaio”. La valutazione del comitato editoriale di Iran International è basata “su un’analisi esclusiva di fonti e dati medici” e la sua diffusione è stata “ritardata fino a quando non sono emerse prove sufficienti”: è stata condotta attraverso un’analisi in più fasi di notizie da diverse fonti, “inclusa una vicina al Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale“.
Le vittime secondo il regime
Un funzionario iraniano ha dichiarato a Reuters che il numero delle persone uccise nelle proteste sarebbe di circa 2mila, specificando che nel conteggio sono inclusi anche membri delle forze di sicurezza e attribuendo le morti all’azione di “terroristi”. Le più recenti stime dell’ong statunitense Human Rights Activists News Agency segnalavano almeno 646 vittime, ma il blackout di internet che da giorni colpisce il Paese rende arduo ottenere dati completi e verificare in modo indipendente le informazioni.
Il sostegno di Trump
Oggi, il presidente americano Donald Trump ha esortato i manifestanti iraniani a non arrendersi, promettendo che un aiuto è in arrivo. “Patrioti iraniani, continuate a protestare. Riprendetevi le vostre istituzioni”, ha scritto su Truth. “Annotate i nomi degli assassini e di chi commette abusi. Pagheranno un prezzo alto”, ha assicurato. “Ho annullato tutti gli incontri con i funzionari iraniani fino a quando l’insensata uccisione dei manifestanti non cesserà”, ha spiegato. “L’aiuto sta arrivando”, ha poi ribadito Trump.
Le altre reazioni internazionali
La repressione ha suscitato una forte condanna a livello internazionale. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha espresso il suo “orrore”: “L’uccisione di manifestanti pacifici deve fermarsi ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha dichiarato in un comunicato. E il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato: “Quando un regime si mantiene al potere solo attraverso la violenza, è di fatto giunto alla sua fine. Credo che stiamo assistendo agli ultimi giorni e alle ultime settimane di questo regime”.
Dura anche la presa di posizione della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che su X scrive: “Il crescente numero di vittime in Iran è agghiacciante. Condanno senza riserve l’uso eccessivo della forza e le continue limitazioni delle libertà. L’Unione Europea ha già inserito l’intero Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica nel suo regime di sanzioni per violazione dei diritti umani. In stretta collaborazione con l’Alta rappresentante Kaja Kallas, verranno rapidamente proposte ulteriori sanzioni contro i responsabili della repressione. Siamo al fianco del popolo iraniano che sta coraggiosamente lottando per la propria libertà”.
The rising number of casualties in Iran is horrifying. I unequivocally condemn the excessive use of force and continued restriction of freedom.
The European Union has already listed the Islamic Revolutionary Guard Corps in its entirety under its human rights sanctions regime.…
— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) January 13, 2026