La ascesa della “dolce principessa”: Kim Jong assegna un nuovo ruolo alla sorella. Tuttavia, rimane incerta la situazione della figlia.
(afp)
PECHINO – Elevata ulteriormente nella struttura del regno isolato. Una delle poche figure di cui Kim Jong-un nutre fiducia, confidente e consigliera del Leader Supremo. La “dolce principessa” Kim Yo-jong, sorella del dittatore nordcoreano, è stata designata dal Comitato Centrale “direttrice di dipartimento” durante il Congresso del Partito dei Lavoratori attualmente in corso a Pyongyang. Non è specificato a quale dipartimento si riferisca, poiché i media statali non forniscono dettagli. Con rarissimi sorrisi enigmatici, abiti neri e gioielli minimalisti, fino ad ora Kim Yo-jong ricopriva il ruolo di vicedirettrice del Dipartimento di Propaganda e Agitazione, responsabile della supervisione di ciò che viene trasmesso in televisione e radio, delle storie pubblicate sui giornali e dei libri autorizzati. In questi anni, è stata la vera custode del culto della personalità della dinastia Kim, la principale propagandista dello Stato comunista, volto e voce incisiva della strategia di pressione di Pyongyang nei confronti di Seul e Washington.
Durante la riunione plenaria del Congresso – un evento quinquennale iniziato giovedì scorso – in cui sono stati decisi vari cambiamenti nelle posizioni di leadership di alto livello, Kim Yo-jong è stata anche reintegrata come membro supplente del Politburo. Tra le diverse nomine, finora non si trova traccia di Ju-ae, la figlia di Kim Jong-un, che alcuni analisti e l’intelligence sudcoreana considerano l’erede del leader.
“In quanto sorella di Kim Jong-un, Kim Yo-jong ha di fatto ricoperto il ruolo di portavoce principale per le questioni estere della Corea del Nord. Questo incarico deriva dalla delega di autorità da parte del fratello, il che implica che la promozione non indica necessariamente un cambiamento radicale. Tuttavia, il dipartimento che guiderà sarà comunque significativo per comprendere come il leader intenda formalizzare i ruoli dei membri della famiglia all’interno della gerarchia del partito. Le opzioni includono il Dipartimento di Propaganda e Agitazione, dove ha già operato, o l’ex Dipartimento del Fronte Unito. L’ipotesi più intrigante è che possa essere tornata al Dipartimento Organizzazione e Guida, uno dei più influenti, che si occupa della disciplina dei quadri: ciò indicherebbe un controllo più rigoroso sulle élite e/o un tentativo a lungo termine di preparare il terreno per una quarta generazione di leadership della famiglia Kim”, commenta il sito specializzato in questioni nordcoreane NkNews.
Il pubblico ha iniziato a conoscere Kim Yo-jong durante le Olimpiadi invernali di Pyeongchang, in Corea del Sud, nel 2018. Ambasciatrice del disgelo nucleare alla cerimonia di apertura, si trovava sugli spalti accanto all’allora vicepresidente Usa Mike Pence. Fu la prima visita di un membro della famiglia Kim nel Paese confinante dai tempi della guerra di Corea. Il fratello le ha conferito nel corso degli anni ruoli sempre più significativi: capo dello staff, responsabile del protocollo. L’anno successivo a quelle Olimpiadi, fu lei a organizzare i storici incontri del dittatore con il presidente americano Donald Trump e con quello sudcoreano Moon Jae-in. Nel settembre 2021, è stata promossa alla Commissione per gli Affari di Stato, il massimo organo decisionale del Nord.
“Sin dai primi passi del fratello al potere, è sempre stata presente, pronta a sostenerlo”, scrive Anna Fifield nel libro pubblicato qualche anno fa “Il grande successore”, che narra la storia di Kim Jong-un e della sua famiglia.
Per l’intelligence sudcoreana, è nata nel 1988; gli americani tendono a indicare il 1989. Secondo i documenti svizzeri, dove ha studiato nella stessa scuola dei fratelli a Berna (la Liebefeld-Steinhölzli) con il nome falso di Pak Mi-Hyang, la data di nascita riportata è il 28 aprile 1991. Anche la sua vita privata rimane avvolta nel mistero. Si dice che il marito lavori nell’Ufficio 39, l’unità del Partito dei Lavoratori che raccoglie fondi per le attività illecite del leader. I due avrebbero un figlio di circa dieci anni.
La “first sister” è spesso al fianco del fratello durante eventi cruciali che segnano la vita dello Stato comunista (anche se recentemente il Maresciallo ha iniziato a portare con sé anche la figlia Ju Ae). Potrebbe essere lei a raccogliere le redini della dinastia in futuro? Alcuni, come l’accademico sudcoreano Sung-Yoon Lee, che ha dedicato un libro alla sorella del leader nel 2023, sostengono che sia l’erede designata. Altri analisti, invece, argomentano che, nonostante il suo potere, ciò non accadrà a causa della società ipermaschilista nordcoreana. Porre una donna, in futuro, sul “trono” del Paese richiederebbe un cambiamento di mentalità senza precedenti nella società patriarcale della Corea del Nord e quasi certamente scatenerebbe una certa opposizione da parte dei vertici militari.
Non è chiaro quanto tempo dureranno i lavori dell’attuale Congresso. Le due edizioni precedenti sono durate rispettivamente quattro e otto giorni. Domenica, Kim Jong-un è stato rieletto all’unanimità, senza sorprese, segretario generale del Partito. Durante il suo discorso di ieri, ha promesso di accelerare lo sviluppo del Paese nei prossimi cinque anni.
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