La decifratrice del codice nazista Enigma: è morta a 99 anni Ruth Bourne
Ruth Bourne, una delle ultime veterane della Seconda guerra mondiale che contribuirono alla decifrazione dei codici segreti tedeschi per il Regno Unito, è deceduta a Londra all’età di 99 anni. Operatrice incaricata della gestione della cosiddetta “Bomba di Turing”, il grande calcolatore elettro-meccanico creato dallo scienziato Alan Turing per decifrare i messaggi criptati dei nazisti, basati sulla macchina Enigma, il contributo di Bourne fu vitale per le operazioni di intelligence di Bletchley Park, considerate fondamentali per ridurre la durata del conflitto mondiale di due-quattro anni.
Chi era Ruth Bourne
Nata a Salford, nei pressi di Manchester, in una famiglia di origine ebraica, Ruth Bourne (al secolo Ruth Henry) si arruolò nel 1939, a soli 18 anni, nel Women’s Royal Naval Service. Dopo aver completato l’addestramento in Scozia, fu scelta per un incarico altamente riservato e costretta a firmare l’Official Secrets Act: da quel momento in poi avrebbe lavorato senza possibilità di promozione e senza poter discutere della sua missione per decenni. Fu assegnata ai centri di Bletchley Park a Eastcote e Stanmore, nel nord di Londra, dove il personale era esclusivamente femminile.
It is with great sadness that we share the news of the passing of Ruth Bourne.
Ruth served in the Women’s Royal Naval Service (WRNS) during World War Two and worked as a Bombe operator and checker at Eastcote and Stanmore, both outstations of Bletchley Park, from 1943 to 1945.… pic.twitter.com/JYEkQ2DmRN
— Bletchley Park (@bletchleypark) December 19, 2025
La “Bomba di Turing”
Il suo incarico consisteva nel far funzionare e controllare la “Bomba di Turing”, una macchina elettromeccanica capace di identificare in pochi minuti le chiavi giornaliere del sistema di cifratura Enigma utilizzato dalla Germania nazista. Le informazioni decodificate venivano poi trasmesse agli analisti militari e ai leader alleati.
Bourne non era a conoscenza del contenuto dei messaggi intercettati: “Conoscevo solo il mio specifico compito”, ricordò più volte, evidenziando il rigore del segreto imposto. Centinaia di donne come lei lavorarono a turni ininterrotti, 24 ore su 24, in un’attività estremamente precisa e stressante. Alla conclusione della guerra, per ordine di Winston Churchill, molte delle macchine furono smantellate, e Ruth si ritrovò a distruggere gli stessi strumenti che aveva utilizzato per anni. Solo molto tempo dopo la fine del conflitto il ruolo di Bletchley Park e dei suoi operatori divenne di pubblico dominio.
Le onoreficenze
Congedata nel 1946, si unì in matrimonio con Stephen Bentall, ex aviatore della RAF, e divenne madre di due figli. Nella vita civile lavorò come insegnante di sostegno e come consulente familiare nella comunità ebraica. Rimase però profondamente legata a Bletchley Park, dove per 24 anni svolse il ruolo di guida volontaria, mostrando ai visitatori una ricostruzione funzionante delle macchine di Turing.
Nel 2009 il governo britannico le conferì il distintivo commemorativo “We also served” e nel 2018 ricevette la Legion d’onore, la più alta onorificenza militare francese. Nel 2011 ebbe anche l’opportunità di incontrare la regina Elisabetta II in occasione dell’inaugurazione di un memoriale dedicato ai codebreaker. “Se non fosse stato per Bletchley Park forse oggi parleremmo tedesco”, affermò una volta. “Sono orgogliosa di essere stata scelta. È stato un privilegio”.
Ruth Bourne trascorse gli ultimi anni a High Barnet, nel nord di Londra. La nipote Bee Bentall la ricordò come “una donna brillante, intelligente e spiritosa, sempre pronta a dedicare il suo tempo a raccontare e insegnare”. Con la sua scomparsa, se ne va una testimone diretta di una delle pagine più decisive e segrete della storia del Novecento.