Leone XIV invita i media a non ridurre la narrazione del conflitto a un videogioco.

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Leone XIV invita i media a non ridurre la narrazione del conflitto a un videogioco.0 Leone XIV invita i media a non ridurre la narrazione del conflitto a un videogioco. 2

(reuters)

Recentemente, il cardinale arcivescovo di Chicago, Blase Cupich, aveva definito “ripugnante” il video pubblicato dalla Casa Bianca, nel quale si mescolavano immagini dell’attacco militare all’Iran con scene di film d’azione, quasi come se si trattasse di un videogioco. Oggi, è il stesso a mettere in guardia sul pericolo di ridurre la guerra a un videogioco.

Guerra, informazione e propaganda

“In ogni momento, ma in particolare nelle drammatiche circostanze di guerra, come quelle attuali, l’informazione deve evitare di trasformarsi in propaganda”, ha affermato il Papa durante l’udienza con la redazione del Tg2 della Rai, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua fondazione. “Il compito dei giornalisti, nel verificare le notizie, per non diventare un megafono del potere, diventa ancora più urgente e delicato, direi fondamentale. Spetta a voi mettere in evidenza le sofferenze che la guerra infligge sempre alle popolazioni, ritrarre il volto della guerra e raccontarla attraverso gli occhi delle vittime”, ha dichiarato , “per non ridurla a un videogioco. Non è semplice nei pochi minuti di un telegiornale e nei suoi spazi di approfondimento. Ma questa è la sfida. Vi ringrazio per la vostra visita, vi porgo i migliori auguri e benedico tutti voi e il vostro lavoro”.

L’attacco di Cupich

Nei giorni scorsi, il cardinale Cupich aveva emesso una dichiarazione per criticare il video condiviso sui social della Casa Bianca: “Una guerra reale, con morte reale e sofferenza reale, trattata come se fosse un videogioco: è ripugnante”.

Siparietto col Tg2

L’udienza con il Tg2 si è aperta con una scena comica: “Saluto l’amministratore delegato della Rai…”, ha esordito il Papa, al quale è stato poi spiegato che Giampaolo Rossi non era presente: “Non c’è, oh, primo errore”, ha continuato Leone, “vediamo dopo, stasera al tg delle 20.30 vedrò: il Santo Padre non sa”. Tra le risate degli ospiti, Prevost ha concluso: “Comunque comunicate i miei saluti”.

Regolare l’intelligenza artificiale

Il Papa ha ricordato la storia del Tg2, in cui “hanno coesistito posizioni culturali diverse”, un esempio particolarmente significativo “in un periodo caratterizzato da polarizzazioni, chiusure ideologiche e slogan, che ostacolano la comprensione della complessità della realtà”. Riguardo al passaggio dal sistema analogico a quello digitale, esso “vi ha visti protagonisti nel coglierne le opportunità e nel comprendere che nessuna innovazione tecnologica può sostituire la creatività, il discernimento critico e la libertà di pensiero”, ha affermato il Papa, nei giorni in cui a è presente il guru della tecno-destra Peter Thiel: “Se la sfida del nostro tempo è quella dell’intelligenza artificiale, penso alla necessità di regolare la comunicazione secondo il paradigma umano e non secondo quello tecnologico. Questo significa, in ultima analisi, saper distinguere tra i mezzi e i fini”.

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