Pezeshkian: “Mi scuso per gli attacchi ai Paesi limitrofi, ora basta”. Tuttavia, l’esercito continua a bombardare.
“Desidero porgere le mie scuse, a titolo personale, ai Paesi limitrofi che sono stati oggetto di attacchi da parte dell’Iran”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha espresso la sua posizione in un video, distaccandosi dagli assalti recenti ai Paesi del Golfo. “Da questo momento in poi, non dovranno essere bersagliati né colpiti da missili, a meno che non siano loro a iniziare le ostilità. Ritengo che sia necessario affrontare questa situazione attraverso la via diplomatica”.
Una posizione chiara, che potrebbe non essere stata ben accolta da tutti all’interno del regime, tanto che il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, ha voluto precisare: “L’Iran non ha attaccato Paesi che non hanno offerto il proprio territorio per l’invasione americana”. Un chiarimento netto: abbiamo colpito i sostenitori di America e Israele, e continueremo a farlo.
Infatti, sono stati registrati nuovi lanci contro Bahrein e gli Emirati, causando danni a edifici.
Il presidente è tornato a intervenire, cercando di correggere il tiro, con un messaggio su X: “La salvaguardia e il mantenimento di relazioni amichevoli con i governi della regione, fondate sul buon vicinato e sul rispetto reciproco della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale, non negano il diritto fondamentale dell’Iran di difendersi dall’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista”. Ha sottolineato che “non abbiamo attaccato i nostri Paesi amici e vicini, ma abbiamo piuttosto preso di mira basi militari, installazioni e strutture americane nella regione”.
La Guardia rivoluzionaria, responsabile dei missili balistici, rispondeva direttamente alla guida suprema Khamenei, ucciso il 28 febbraio nell’attacco che ha dato inizio alla guerra.
Trump: “Iran da bullo del Medio Oriente a perdente”
Dall’altra parte, Donald Trump non ha perso l’occasione di commentare. Su Truth ha scritto che “l’Iran non è più il bullo del Medio Oriente, è il perdente del Medio Oriente, e lo sarà per molti decenni fino a quando non si arrenderà o, più probabilmente, crollerà completamente”.
In risposta alle scuse di Pezeshkian, Trump aveva già lanciato un avvertimento: altri “luoghi e gruppi di persone” entreranno presto nel mirino. Washington ha confermato che è in fase di preparazione la campagna di bombardamenti più intensa dall’inizio del conflitto, mentre l’amministrazione ha approvato una nuova vendita di armi a Israele del valore di 151 milioni di dollari.
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