Sánchez sollecita l’Unione Europea: “Contro le sanzioni statunitensi per Francesca Albanese e i magistrati della Corte”
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La lotta di Pedro Sánchez per la salvaguardia del diritto internazionale non si ferma: nell’ultimo capitolo di un lungo percorso di posizionamento e misure contro Stati Uniti e Israele, il presidente del Governo ha sollecitato la Commissione Europea a tutelare le personalità di rilievo che sostengono la giustizia internazionale dalle sanzioni imposte dal governo statunitense.
Dall’inizio di febbraio 2025, gli Stati Uniti hanno colpito in diverse ondate undici giudici e procuratori della Corte penale internazionale, e nel luglio 2025 hanno cominciato a applicare tali misure contro Francesca Albanese, relatrice speciale delle
Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati.
Per affrontare questa situazione, la Spagna ha richiesto l’attivazione immediata dello Statuto di blocco, il principale strumento dell’Unione Europea per contrastare gli effetti delle sanzioni estere sul territorio europeo.
In una missiva indirizzata a Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, Pedro
Sánchez ha avvertito che tali sanzioni “rappresentano un precedente molto allarmante che mina il funzionamento indipendente di istituzioni fondamentali per la giustizia internazionale”. Le misure di pressione autorizzate dall’ex presidente Trump comprendono la chiusura di conti e servizi bancari, restrizioni di viaggio e ogni tipo di ostacolo per impedire loro di svolgere le proprie funzioni.
Per revocarle sul territorio europeo, la Spagna richiede l’applicazione del regolamento (Ce) n. 2271/1996, noto come “statuto di blocco”, comunemente utilizzato per proteggere gli operatori economici europei dall’applicazione extraterritoriale di leggi di Paesi terzi che danneggiano gli interessi dell’Unione, uno strumento che attualmente si applica soprattutto contro alcune normative degli Stati Uniti. La Spagna spera ora che il meccanismo “superi la logica commerciale con cui è stato concepito e agisca da scudo contro misure che mettono in pericolo il sistema multilaterale fondato sulla Carta delle Nazioni Unite e sul diritto internazionale”.
Il governo Sánchez intende richiedere che l’argomento venga inserito nell’ordine del giorno del Consiglio europeo del prossimo 18 giugno. “Il nostro impegno collettivo nei confronti del diritto internazionale esige una risposta ferma e coerente”, ha dichiarato il presidente del Governo nella sua lettera a von der Leyen.
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