Trump, la provocazione offensiva agli iraniani: “Bastardi, aprite Hormuz”. E rinvia l’ultimatum a domani.
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Definisce gli iraniani “bastardi folli”. Fa riferimento ad Allah. Donald Trump ha superato ogni limite, anche rispetto ai suoi standard abituali. Un post inappropriato, pubblicato sul suo profilo Truth, in cui ha nuovamente minacciato, questa volta con maggiore intensità, Teheran riguardo all’apertura dello stretto di Hormuz. Tuttavia, ha concesso una proroga dell’ultimatum a domani.
Il post di Trump
Il 7 aprile “in Iran sarà la Giornata della centrale elettrica e la giornata del ponte, tutto in uno – ha scritto ieri Trump nel suo post – Aprite il maledetto Stretto, bastardi folli, o vivrete all’inferno. Vedrete! Sia lode ad Allah”. Poco prima, il presidente statunitense aveva previsto (come suo solito) un accordo imminente: “Credo che riusciremo ad averlo entro domani (oggi, ndr). E se non lo fanno in fretta, sto considerando di far saltare tutto in aria e prendere il controllo del petrolio. Vedrete ponti e centrali elettriche crollare ovunque”. Non ha escluso nemmeno un’invasione di terra. Lo ha affermato in un’intervista a The Hill: alla domanda se escludesse l’invio di truppe di terra, ha risposto con un deciso “no”.
L’ultimatum per riaprire lo stretto di Hormuz e raggiungere un accordo per il cessate il fuoco era stato stabilito dal presidente statunitense per la giornata di oggi, ma ieri ha rinviato il termine alle “8 pm di martedì, eastern time”.
Le critiche dem
Il post ha suscitato l’indignazione anche tra i democratici in patria. Jim McGovern, il principale esponente democratico della commissione per il Regolamento della Camera, ha definito le minacce come “completamente squilibrate ed estremamente pericolose. È psicotico. Il presidente degli Stati Uniti ha bisogno di aiuto”. Si unisce il senatore Edward Markey del Massachusetts: “Un tweet sconclusionato e volgare che minaccia crimini di guerra se non riaprirà lo Stretto di Hormuz”.
La risposta di Teheran
Non è tardata ad arrivare la reazione di Teheran. A rivolgersi a lui su X è il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf: “Le tue azioni sconsiderate stanno trascinando gli Stati Uniti in un vero e proprio inferno per ogni singola famiglia, e tutta la nostra regione brucerà perché insisti a seguire gli ordini di Netanyahu. Non illuderti: non otterrete nulla commettendo crimini di guerra”. Inoltre, i Pasdaran sembrano escludere l’ipotesi di una riapertura imminente dello Stretto. Anzi: “Hormuz non tornerà mai più al suo stato precedente”, afferma la Marina del corpo delle Guardie rivoluzionarie.
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