Agcom a Rete 4 e Nove: riequilibrare i tempi di trasmissione a favore del no al referendum.
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Rete 4 e Nove sono tenute a riequilibrare gli spazi a favore del ‘no’ in previsione del referendum sulla giustizia che si svolgerà il 22 e 23 marzo. Questa decisione è stata presa dall’Agcom, che avverte che, in caso di mancato riequilibrio entro il 20 marzo, ultimo giorno di campagna elettorale, sarà applicata una sanzione pecuniaria.
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La comunicazione dell’Agcom
Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, come riportato in una nota, durante la seduta odierna ha adottato i seguenti provvedimenti riguardanti la par condicio: un provvedimento di archiviazione nei confronti di La7, con il voto contrario della commissaria Elisa Giomi; un ordine di riequilibrio, all’unanimità, per il canale Nove e un ordine di riequilibrio, all’unanimità, per il canale Rete 4.
In seguito agli esposti ricevuti nell’ultima settimana e al monitoraggio effettuato nel periodo 8-14 marzo 2026, l’Autorità ha riscontrato una disparità nei tempi dedicati alle due posizioni referendarie nella programmazione informativa di Rete 4, con una sottorappresentazione della posizione favorevole al ‘no’. Pertanto, l’ordine impone all’emittente di ripristinare l’equilibrio tra le posizioni referendarie entro il 20 marzo, ultimo giorno di campagna elettorale. Il provvedimento prevede, inoltre, di bilanciare adeguatamente il tempo dedicato alla presenza della presidente del Consiglio durante la programmazione dell’emittente.
In seguito al monitoraggio condotto nello stesso periodo, l’Autorità ha riscontrato una disparità nei tempi dedicati alle due posizioni referendarie anche nella programmazione informativa di Nove, con una sottorappresentazione della posizione favorevole al ‘no’. L’ordine per l’emittente rimane invariato: riequilibrare le posizioni referendarie entro l’ultimo giorno di campagna elettorale (il 20 marzo).
L’Autorità applicherà una sanzione pecuniaria in caso di mancato riequilibrio. A seguito degli esposti ricevuti nell’ultima settimana e del monitoraggio, l’Autorità non ha riscontrato violazioni nei programmi di La7.
L’Autorità sottolinea che nella valutazione dei tempi di parola, questi vengono ponderati in base agli ascolti Auditel di ciascuna fascia oraria: un minuto di parola in prime time ha quindi un valore proporzionalmente maggiore rispetto a un minuto in fascia notturna.
L’Autorità ha già adottato questo metodo in occasione delle elezioni del Parlamento europeo del giugno 2024, in conformità con la giurisprudenza del Consiglio di Stato, che ha richiesto di misurare la visibilità effettiva e non solo il tempo formale riconosciuto a ciascuna posizione.
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