Alloggi popolari e biometano. I cittadini di Ferrara sosterranno i costi delle “decisioni ideologiche” di Fabbri e soci.

Alloggi popolari e biometano. I cittadini di Ferrara sosterranno i costi delle "decisioni ideologiche" di Fabbri e soci. 1

di Emanuele Gessi

Il Comune di Ferrara, a seguito della soccombenza in ambito legale riguardo alle cause che aveva avviato in merito alle case popolari (ossia per sostenere le ragioni del regolamento adottato dall’amministrazione Fabbri per l’assegnazione degli immobili Erp) e per tentare, seppur con ritardo, di bloccare la costruzione dell’impianto a biometano di Gaibanella, è ora obbligato a sostenere un ingente costo legale.

Le conseguenze economiche ricadono indirettamente sui cittadini, con quasi 30mila euro da prelevare dalle finanze comunali.

20mila 897 euro per la questione relativa agli alloggi popolari e 6 mila 522 euro per quanto riguarda la controversia di Gaibanella. Questi sono gli importi a carico del Comune, a seguito delle sentenze sfavorevoli, che ora deve risarcire, in termini di spese legali, alle parti avverse.

È lo stesso Matteo Fornasini, assessore al Bilancio – durante la seduta della 1ª commissione dell’8 aprile (qui il resoconto video completo) – a chiarire la situazione per motivare le modifiche al bilancio che la giunta di Alan Fabbri sarà costretta a effettuare.

Inizia citando la sentenza della Corte d’Appello di Bologna riguardo alle case popolari, ricordando che “il Tribunale ha considerato discriminatoria la condotta del Comune di Ferrara per aver implementato un regolamento che considerava requisiti specifici nell’assegnazione del punteggio per accedere agli alloggi popolari”.

Successivamente, il Tar e la Corte d’Appello di Bologna si sono, ammette l’assessore, “espressi contro il Comune di Ferrara”, nel contesto della questione di Gaibanella.

L’ente locale ferrarese è ora tenuto a versare le somme a diversi destinatari. Per quanto riguarda la sentenza sull’impianto a biometano, i beneficiari sono Arpae e BioFE. Mentre per gli alloggi popolari, le due cittadine straniere che avevano presentato ricorso, Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e L’altro diritto Odv riceveranno il risarcimento.

Queste cause sono state “portate avanti con determinazione ideologica”, accusa Massimo Buriani dai banchi del Partito Democratico. Sottolineando che “la condotta poco coerente e corretta dell’Amministrazione genera danni che ricadono sui cittadini”. Un accanimento giudiziario nonostante “basse probabilità di accoglimento” e “scarso supporto di argomentazioni legali”.

Interviene anche Leonardo Fiorentini (civica Anselmo), evidenziando come “attualmente il regolamento Erp del Comune contravviene ai principi costituzionali così come indicato dalla Corte” e sottolineando la necessità che questa Amministrazione riveda quel regolamento per conformarlo.

Fornasini risponde affermando che, a suo avviso, nemmeno la Regione Emilia-Romagna ha aggiornato la normativa pertinente: “Se l’Assemblea legislativa decidesse di rivedere la legge regionale del 2004, noi ci adegueremo di conseguenza”, dichiara.

Il tema della residenzialità storica, come criterio che influisce sul punteggio per l’assegnazione di alloggi popolari, è un argomento capace di intensificare le contrapposizioni.

È dello scorso gennaio la sentenza della Corte Costituzionale menzionata, sia da Fornasini che da Fiorentini, sebbene per sostenere due posizioni opposte.

L’assessore al bilancio riprende il passaggio della sentenza dove “non si nega in modo assoluto che il criterio della residenza storica possa essere considerato”.

Il consigliere lo invita a leggere l’intero passaggio per chiarire come prosegue: “La Corte, citando sentenze precedenti, afferma che ciò che si intende garantire con la residenzialità storica è già assicurato e assorbito dalla presenza in graduatoria”.

Il totale del debito fuori bilancio riconosciuto in commissione è di 29mila 525 euro. Un importo composto, oltre che dalle due sentenze esecutive che hanno suscitato maggior dibattito nell’assemblea, anche da un risarcimento danni derivante da un incidente (1.970€) e da un rimborso relativo a una cartella esattoriale (134€).

Durante la seduta, è stato inoltre comunicato che è imminente la liquidazione degli adeguamenti contrattuali del personale comunale. Una notizia che porta sollievo ai dipendenti. A renderlo possibile, spiegano assessore e dirigente, è il rinnovo del Ccnl Funzioni Locali 2022-2024, firmato a livello lo scorso febbraio.

“Per farlo – afferma Fornasini – andremo a utilizzare una parte significativa delle risorse che avevamo accantonato per il 2024 e il 2025”. Parlando di cifre, si tratta complessivamente di 3 milioni e 441 mila euro. Dall’ si chiedono se si procederà anche con l’adeguamento delle annualità del 2026-2028.

“L’urgenza – risponde il dirigente del servizio Bilancio Giorgio Bonaldo – era per saldare gli arretrati. Con l’evoluzione del personale in corso, siamo in attesa di avere una valutazione precisa dell’impatto di questo rinnovo contrattuale. Quando avremo queste informazioni, applicheremo ulteriori variazioni necessarie”.

Appuntamento per lunedì 13 aprile, data del prossimo consiglio comunale, per il prosieguo del dibattito.

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