Barachini sulla vendita di Gedi: “La tutela del pluralismo priorità per il governo”

Barachini sulla vendita di Gedi: “La tutela del pluralismo priorità per il governo” 1

Alberto Barachini 

 ()

“Ribadisco anche in questa sede l’impegno del governo, già manifestato a tutte le parti, a riferire su ogni aggiornamento, nella consapevolezza di quanto l’esito di questa vicenda sia importante per garantire la piena tutela del pluralismo e della libertà dell’informazione che dall’inizio dell’attività di questo governo rappresenta un’assoluta priorità”, ha rimarcato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, nel suo intervento in commissione Cultura alla Camera riguardo le problematiche connesse alla vendita del gruppo editoriale Gedi.

Dopo la conferma delle trattative in corso per la vendita di tutti gli asset del gruppo Gedi, durante l’incontro con i vertici della società, Barachini ha ulteriormente chiarito: “ho evidenziato immediatamente la necessità per l’azienda di impegnarsi e includere in tali accordi la salvaguardia dei livelli occupazionali e la garanzia dell’indipendenza editoriale di testate storiche che rappresentano un asset strategico fondamentale dell’ecosistema informativo pluralistico . Attualmente, il gruppo greco (Antenna, ndr) ha confermato l’intenzione di acquisire l’intero gruppo Gedi, compresa La Stampa, facendo intendere che alcuni asset sono considerati strategici mentre altri potrebbero suscitare diverse manifestazioni di interesse”.

In merito all’esercizio del golden power, i poteri speciali del governo, sulla vendita del gruppo editoriale Gedi, “in assenza di una notifica formale” e della conoscenza “della composizione del veicolo societario proponente, non è possibile formulare considerazioni in merito”, ha aggiunto. “Ad oggi non ci sono ulteriori informazioni ufficiali riguardo la situazione. Ribadisco l’impegno a comunicare ogni aggiornamento in merito”.

Qualora ci fosse un trasferimento totale di un asset editoriale, “tutto il personale passerà al nuovo proprietario. Invece, nel caso di piani industriali che comportino una diversa composizione del personale, si apre un tavolo e si interviene con clausole di salvaguardia. L’editore greco afferma di voler investire in una visione di sviluppo di due/tre anni per recuperare le perdite. E a domanda diretta, mi ha detto che un imprenditore che arriva per la prima volta in un Paese, non arriva per licenziare”, ha concluso Barachini.

Le reazioni

“Servono garanzie precise per questa vendita. Tuttavia, non vedo progressi rispetto a un mese fa – ha commentato la deputata M5S Chiara Appenino intervenendo in commissione Cultura alla Camera – Le garanzie che richiediamo, noi e chi lavora, sono sostanzialmente tre: l’affidabilità – e io non mi fido del gruppo greco -, poi le garanzie sull’indipendenza della linea editoriale, poiché un giornale senza autonomia diventa uno strumento di propaganda, e infine le garanzie occupazionali. Diciamo no a nuove operazioni in stile Elkann, in cui si smantella e si licenzia, come già avvenuto in altri casi. È chiaro che chi acquista fa la differenza. Per questo è necessaria una pressione politica adeguata rispetto a una posta in gioco altissima. Vogliamo anche capire se ci sia davvero la possibilità, proposta da una rappresentanza dei giornalisti di , di puntare su una fondazione in grado di garantire indipendenza e pluralismo. Elkann deve metterci la faccia: è stata richiesta un’audizione in Commissione e vedremo se si presenterà. Noi non abbandoniamo questi lavoratori”, le parole di Appendino.

“È grave e inaccettabile che proprio nel giorno in cui si celebrano i 50 anni dalla nascita di Repubblica si debba ricordare la totale mancanza di chiarezza da parte del gruppo Gedi sul futuro di quotidiani che hanno segnato la storia del giornalismo italiano e che rappresentano un presidio essenziale di democrazia e pluralismo dell’informazione”, ha osservato la capogruppo democratica Irene Manzi durante l’audizione, che ha richiesto al governo “chiarimenti precisi e un monitoraggio costante dell’operazione. Non siamo di fronte a una normale transazione economica, ma al destino di uno dei più significativi gruppi dell’informazione italiana, che necessita di essere seguito con la massima attenzione e responsabilità istituzionale”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More