Bedin a Coletti: “Causano maggiore disagio tre senza fissa dimora o i concerti in piazza Ariostea?”

Bedin a Coletti: “Causano maggiore disagio tre senza fissa dimora o i concerti in piazza Ariostea?” 1

Domenico Bedin, presidente di Viale K, si rivolge direttamente all’assessora Cristina Coletti in seguito ai tre Daspo urbani emessi nei confronti di tre individui senza fissa dimora in via Renata di Francia. Gli ricorda che “i tre sfrattati e identificati sono stati allontanati dalla tua mano sinistra (sicurezza), ma necessitano di supporto dalla tua mano destra (servizi sociali)”.

L’assessora detiene infatti la delega alla sicurezza, ricevuta da Nicola Lodi, e quella ai servizi sociali, di cui è responsabile fin dall’inizio del primo mandato della giunta presieduta da Alan Fabbri.

“La mano sinistra – scrive Bedin – ha operato efficacemente, all’alba, con decreto di allontanamento, ma dove andranno questi tre?”

Il presidente di Viale K sottolinea “che in città ci sono circa trenta persone che si spostano dal Pronto Soccorso di Cona ai vari porticati del centro o in edifici abbandonati e giardini”. Si tratta di individui noti “sia ai Servizi che all’unità di strada della Caritas”. “Certamente – aggiunge – sono persone spesso ‘difficili’ a causa di storie di vita complesse, di dipendenze o di problematiche psichiatriche”.

Tuttavia, Bedin non sembra “ritenere che l’attuale amministrazione sia molto motivata ad affrontare in modo serio l’accoglienza di queste persone”. “Forse – continua – si pensa che lasciandoli in strada si stanchino e se ne vadano, mentre se si trovassero soluzioni, ne arriverebbero altri”.

È evidente che “trovare spazi adeguati e operatori formati e disponibili richiede risorse significative, che nei tuoi bilanci non sono presenti”. La domanda che quindi sorge spontanea e viene rivolta all’assessora è: “Non ti pare che ci sia una disparità tra gli investimenti milionari destinati a eventi e spettacoli vari in città e quelli per il sociale? Le ristrutturazioni di edifici come le scuole in frazioni lontane dalla città, finanziate con i fondi del Pnrr, non avrebbero potuto essere in parte utilizzate per creare un dormitorio funzionale?”

Inoltre: “Non ti sembra decisamente meno problematico il ‘disturbo’ dei tre in via Renata di Francia rispetto a quello dei concerti estivi che si svolgono nella vicina piazza Ariostea?”

“Come sempre – conclude Bedin – credo che le forze attive del terzo settore sarebbero pronte ad offrirti supporto per rendere la città… Barbon free.”

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