Bollo auto, D’Andrea: «Per il Pd una manciata, per le famiglie un sollievo concreto»

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«Anche di fronte a una misura che ha l’obiettivo di lasciare concretamente più soldi nelle tasche dei cittadini, il Partito Democratico riesce a trovare un motivo per essere contrario. Le parole del consigliere regionale Paolo Calvano sono eloquenti: quella che per il Pd è una “mancetta elettorale”, per tantissime famiglie rappresenta invece un sollievo concreto».

Lo dichiara Diletta D’Andrea, consigliera comunale di Forza , intervenendo sulla proposta di esenzione dal bollo auto per le vetture fino a 80 kW.

«Parafrasando l’ormai noto ragionamento del presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini, ex presidente della Regione Emilia-Romagna, potremmo dire che questa misura non è certo pensata per le auto di lusso o di grossa cilindrata parcheggiate nei giardini dei grandi palazzi dei centri storici o delle ville padronali, magari appartenenti a illustri professionisti, scienziati e persone con doppia laurea. Al contrario, il limite fissato a 80 kW riguarda nella stragrande maggioranza dei casi auto normalissime, quelle utilizzate ogni giorno per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere l’università o semplicemente spostarsi. Seguendo quindi proprio il ragionamento di Bonaccini, a beneficiarne sarebbero soprattutto quelle persone con redditi più bassi, meno scolarizzate e che vivono nelle periferie e nelle frazioni che, secondo la sua analisi, votano prevalentemente per il centrodestra. Evidentemente il PD continua ad avere qualche difficoltà a comprendere proprio quella parte di società che vorrebbe rappresentare».

«In un territorio come il nostro, caratterizzato da numerose frazioni e dove il trasporto pubblico non sempre può rispondere alle esigenze di tutti, l’automobile per moltissime persone non è un lusso, ma una necessità. Lo è ancora di più in una fase nella quale le famiglie devono fare i conti con costi elevati per il carburante e con un costo della vita che continua a pesare sui bilanci domestici».

D’Andrea sottolinea quindi la differenza tra le scelte del Governo e quelle adottate dalla Regione Emilia-Romagna: «Il Partito Democratico, almeno da questo punto di vista, è estremamente coerente. Ha difeso gli aumenti introdotti dalla nuova Giunta de Pascale, dall’Irpef all’Irap, fino ai ticket sui farmaci e all’aumento del 10% del bollo auto. Un aumento, quest’ultimo, che ha riguardato indistintamente tutte le vetture e quindi anche le fasce economicamente più deboli. Oggi, con la stessa coerenza, attacca invece l’eliminazione del bollo definendola una “mancetta elettorale”».

«Probabilmente dipende anche dal metro di paragone. Per chi, come Paolo Calvano, percepisce oltre 6 mila euro al mese come consigliere regionale, 200 euro possono sembrare spiccioli, una “mancetta”, appunto. Per un operaio, un insegnante, un ricercatore, un artigiano, un infermiere, o un piccolo imprenditore, invece, possono significare molto. È anche per questo che riteniamo che il PD continui troppo spesso a vivere in una bolla, lontano dai problemi quotidiani dei cittadini».

«È sempre molto facile – prosegue D’Andrea – affrontare i problemi aumentando le tasse. Più difficile è trovare le risorse e, contemporaneamente, provare a ridurre ciò che viene chiesto ai contribuenti. Non è credibile sostenere che, quando la Regione aumenta il bollo del 10% per tutti, si tratti di una scelta necessaria e responsabile e che, quando il Governo decide invece di eliminarlo per milioni di cittadini, sia sbagliato».

«La nostra idea del rapporto tra Stato e contribuente è molto semplice: quando esistono le condizioni per ridurre una tassa, bisogna farlo. Il provvedimento prevede l’esenzione dal bollo nel 2027 e il Governo ha indicato l’obiettivo di rendere la misura strutturale, prevedendo al contempo risorse per compensare il mancato gettito delle Regioni. Per questo sosteniamo questo percorso che di fatto lascia risorse nelle tasche di milioni di cittadini, compresi tanti ferraresi che ogni giorno utilizzano automobili di piccola e media potenza per lavorare, studiare e vivere la propria quotidianità», chiude D’Andrea.

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