Botta e risposta Calenda-Formigli su invito a Piazzapulita

Botta e risposta Calenda-Formigli su invito a Piazzapulita 1

Carlo Calenda e Corrado Formigli 

Un duro scambio di si è verificato tra il leader di Azione Carlo Calenda e il presentatore di Piazzapulita, La7, Corrado Formigli. Al centro della controversia sui social ci sono le diverse interpretazioni riguardanti la partecipazione del senatore alla trasmissione e una presunta telefonata, rivelata da Calenda, ricevuta dagli autori del programma nella quale si chiedeva al suo staff: “Può garantire che attaccherà la Meloni sulla legge di bilancio?”.

Questa affermazione ha spinto Formigli a rispondere: “Il senatore sostiene che ‘i miei autori’ prima di una puntata gli abbiano detto ‘deve garantire che attaccherà Meloni’ e che la sua presenza nella parte della trasmissione dedicata alla economica sia saltata poiché non avrebbe dato la disponibilità ad attaccare la presidente del Consiglio. Questa dichiarazione – afferma Formigli – è falsa e diffamatoria. Gli autori di un programma, quando contattano un ospite prima della puntata, chiedono a lui o, come nel caso di Calenda, al suo portavoce, quale sia la sua posizione sui temi da trattare per organizzare un parterre equilibrato e dialettico. Nel caso specifico – spiega Formigli – essendo stato invitato Italo Bocchino, sostenitore della manovra, gli autori hanno voluto assicurarsi sull’opinione di Calenda per evitare posizioni troppo simili”.

Per quanto riguarda la mancata partecipazione, “il senatore Calenda sa bene di essere stato spostato con Sachs a causa del forfait di Maggioni, eppure afferma pubblicamente che la ragione sia le sue posizioni non sufficientemente critiche verso la Meloni sulla manovra”.

“Mentire per un politico ed ex ministro è una questione seria, in altre circostanze ci si dimette. E con questo credo di aver detto tutto riguardo al senatore Calenda. La prossima volta, se accetterà di rinunciare all’immunità, ci vediamo in tribunale”, conclude il conduttore in un lungo post sui social.

Calenda ha prontamente risposto: “Nel disperato tentativo di deviare l’attenzione, parli d’altro Corrado. Confermo parola per parola quanto ho affermato. Rinuncio volentieri all’immunità parlamentare e ci vediamo in tribunale”.

“Questo modo di fare spettacolo, in cui i politici vengono invitati a condizione che recitino una parte, rappresenta un vizio inaccettabile dell’informazione italiana, così come invitare propagandisti di pretendendo che possano mentire impunemente. Vedi il caso Sachs. Mi dispiace, ma è una combinazione di faziosità e cattiva informazione che danneggia la democrazia italiana”, ha aggiunto Calenda nel suo post.

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