Carife, Rendine chiede chiarezza sui compensi versati da Bper

Carife, Rendine chiede chiarezza sui compensi versati da Bper 1

Quanto ha ricevuto Bper dal Fondo di risoluzione per le vicende legate all’acquisizione di Nuova Carife? E soprattutto: per coprire quali spese?

A quasi undici anni dalla risoluzione della Cassa di Risparmio di Ferrara, la questione torna sui banchi del Consiglio comunale. A riportarcela è una mozione presentata dal consigliere Rendine, presidente del gruppo consiliare Alan Fabbri Sindaco, che chiede a sindaco e giunta di rivolgersi alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo per ottenere una rendicontazione dettagliata degli indennizzi riconducibili a Bper e all’acquisizione della banca ferrarese.

Il punto di partenza sono i conti del Fondo nazionale di risoluzione, gestito dalla Banca d’Italia. Tra il 2018 e il 2025, secondo i dati riportati nella mozione, alla voce “indennizzi corrisposti” compaiono complessivamente 72,29 milioni di euro. Il dato, però, non consente di sapere quanto sia andato a BPER e quanto a Intesa Sanpaolo.

Solo negli ultimi due esercizi si parla di 17,85 milioni di euro nel 2024 e 9,67 milioni nel 2025. Proprio il rendiconto 2025 del Fondo precisa che questa voce comprende indennizzi riconosciuti ai due istituti, senza però suddividerne le rispettive quote.

Ed è qui che Rendine vuole accendere un faro: non attribuire quei 72 milioni alla sola Bper, cosa che i documenti pubblici non permettono di fare, ma ottenere la ripartizione ufficiale tra le due banche e capire quali somme siano effettivamente legate alla vicenda Carife.

La questione era già arrivata davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta. Durante l’audizione di Bper del 5 marzo 2026 il presidente della Commissione, il senatore Pierantonio Zanettin, aveva chiesto chiarimenti sulla gestione e sull’utilizzo delle somme erogate dal Fondo nazionale di risoluzione.

Secondo quanto ricostruito nella mozione, la successiva risposta scritta di Bper si sarebbe concentrata soprattutto sulla propria posizione rispetto alle pretese degli ex azionisti e obbligazionisti Carife e sul sistema delle cosiddette Notice of Claim. Sarebbe invece rimasto senza risposta il nodo centrale: quanto denaro sia stato effettivamente ricevuto, per quali causali, a fronte di quali posizioni e sulla base di quali documenti.

Una risposta che il documento definisce sostanzialmente insufficiente rispetto alla domanda posta dalla Commissione e che, secondo Rendine, rende necessario un ulteriore approfondimento.

Sul fondo resta una vicenda che a Ferrara continua ad avere un peso particolare. Nel novembre 2015 Carife venne sottoposta a risoluzione insieme a Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti. Successivamente Bper acquisì Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara al prezzo formale di un euro.

La mozione richiama anche le garanzie previste nell’operazione di acquisizione, destinate a coprire determinati danni, costi e oneri derivanti da contenziosi o eventi specifici, comprese eventuali azioni di ex azionisti ed ex obbligazionisti subordinati. Da qui la domanda che attraversa tutto il documento: quali indennizzi sono stati liquidati a Bper e a copertura di cosa?

Per Rendine la questione riguarda direttamente Ferrara, una città che dalla crisi Carife ha subito non solo perdite economiche per migliaia di risparmiatori, ma anche la perdita dell’autonomia della propria storica banca.

Non è la prima iniziativa del consigliere sul tema. Nel settembre 2024 il Consiglio comunale aveva già approvato all’unanimità, con 29 voti favorevoli, una sua mozione che impegnava sindaco e giunta a rivolgersi al ministero dell’Economia per ottenere aggiornamenti sul Fondo indennizzo risparmiatori e sull’assegnazione delle risorse residue.

Questa volta, però, il bersaglio della richiesta di trasparenza è diverso: non gli indennizzi destinati ai risparmiatori, ma quelli riconosciuti dal Fondo nazionale di risoluzione agli istituti bancari.

La mozione impegna quindi sindaco e giunta a trasmettere il documento al presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta, Pierantonio Zanettin, e ai suoi componenti, chiedendo che venga completato l’accertamento iniziato con l’audizione di marzo.

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