Colloquio tra Conte e Zampolli, l’inviato statunitense: “Giuseppi è un amico, mi ha chiesto di porgere i saluti a Trump”
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(lapresse)
“Speculazioni e fantasiose teorie riguardo al mio incontro, avvenuto in un luogo pubblico, pensate, con l’inviato speciale del presidente Trump che me ne aveva formalmente richiesto e, per di più, durante giornate in cui sta incontrando diversi rappresentanti istituzionali in Italia”. Giuseppe Conte lo scrive su Facebook allegando la risposta al direttore del quotidiano Libero – che, sottolinea, “ha voluto dedicare un suo editoriale all’incontro che ho avuto con il sig. Paolo Zampolli” – per “informare i suoi lettori, che potrebbero essere rimasti disorientati dalle sue accuse offensive e insinuazioni scorrette, che l’incontro non ha avuto alcun carattere di segretezza”.
L’ex premier afferma: “Mentre gli italiani sono oppressi dal caro-vita e il governo è inerte, abbiamo registrato tre anni consecutivi di diminuzione della produzione industriale e l’esecutivo ritira gli incentivi promessi alle aziende, oggi il direttore di Libero ed ex portavoce di Meloni Mario Sechi riempie la prima pagina del suo giornale, di proprietà di un deputato della maggioranza Meloni, con speculazioni e fantasiose teorie sul mio incontro, avvenuto in un luogo pubblico, pensate, con l’inviato speciale del presidente Trump che me ne aveva formalmente richiesto e, per di più, durante giornate in cui sta incontrando vari esponenti istituzionali in Italia”.
“È avvenuto – specifica il presidente M5s – su esplicita richiesta del sig. Zampolli, avanzata con lettera formale nella quale ha presentato le sue credenziali di ‘Special Envoy of the President Trump for Global Partnerships’. In qualità di leader di un partito di opposizione ho ritenuto opportuno accettare l’invito a questo incontro e non avendo segreti di sorta ho preferito che avvenisse in un luogo pubblico, in un ristorante del centro di Roma“.
Conte, rivolgendosi a Sechi, continua: “Al ristorante era presente un suo giornalista. Mi dispiace, non l’ho riconosciuto altrimenti l’avrei cortesemente salutato. Riguardo al contenuto dell’incontro non so se il suo giornalista ha potuto udire frammenti della nostra conversazione. Se lo avesse fatto, avrebbe acquisito conoscenze sulla legalità internazionale e lei si sarebbe risparmiato di scrivere sciocchezze. Anche al sig. Zampolli ho esposto le mie posizioni e quelle del M5S in politica estera. Quindi nessun cambiamento di posizione. Anzi. Massima chiarezza: ho incaricato il sig. Zampolli di riferire al presidente Trump da parte mia che considero questi attacchi all’Iran completamente contrari al diritto internazionale, per cui vanno fermamente condannati e, per quanto dipende da me, non potranno mai avere il sostegno dell’Italia”.
Il presidente dei 5 stelle aggiunge: “Ho affermato che mi batterò affinché le nostre basi non siano utilizzate non solo dai bombardieri americani di passaggio ma anche per qualsiasi attività logistica di supporto a questi attacchi illegali. Se desidera avere qualche dettaglio in più, le aggiungo che gli ho esposto la mia convinzione che questa guerra debba terminare immediatamente, anche perché rappresenta un completo fallimento in quanto non c’è alcun chiaro obiettivo che possa essere raggiunto. Ho anche sottolineato che è insensato che gli Stati Uniti si lascino trascinare dal governo di Netanyahu e ho aggiunto che il presidente Trump, continuando in questo modo, riuscirà a ottenere l’opposizione di tutta la comunità internazionale e a distruggere qualsiasi principio di ordine internazionale”.
E ancora: “Le bastano queste precisazioni? Se lei e i trombettieri come lei, anziché esaltare la presidente Meloni e sproloquiare per quattro anni sulla presunta centralità dell’Italia, aveste avuto il coraggio di criticare tutte le posizioni insostenibili assunte dalla presidente Meloni, dal genocidio a Gaza all’attacco al Venezuela, all’Iran, all’acquiescenza sui dazi, forse chissà il governo italiano in tutti i tavoli internazionali (G7, G20, Ue) avrebbe potuto contribuire a posizioni ben diverse che certo non avrebbero incoraggiato Trump a proseguire nei suoi errori”.
Zampolli: “Un piacere vedere Giuseppi, mi ha chiesto di salutargli Trump”
Dal canto suo, Zampolli commenta così l’incontro all’Adnkronos: “Con Conte siamo amici da tempo, quindi ci siamo incontrati ed è stato un incontro ‘very easy’, tra l’altro abbiamo mangiato molto bene, il menù era a base di pesce…”. L’inviato speciale di Trump prosegue: “Non ci vedevamo da un paio di anni, ma ogni tanto ci sentiamo e il nostro non era un incontro che fa parte della mia missione”.
“Fa sempre piacere poi vedere chi è stato premier, vorrei dire che è un piacere vedere ‘Giuseppi'”, aggiunge. “Il mio ruolo -precisa – non è politico, delle questioni politiche si occupa l’ambasciatore Fertitta”. Conte le ha espresso contrarietà alla guerra? “Guardi -risponde – anche Trump pensa che la guerra deve finire”. Come ci siamo lasciati? “Conte mi ha chiesto di salutargli il presidente Trump e io lo farò al più presto…”.
Scintille alla Camera sulla vicenda
Intanto è culminato con l’espulsione del deputato M5s Antonino Iaria il minidibattito che si sviluppa in Aula alla Camera dopo l’intervento del capogruppo FdI, Galeazzo Bignami, per chiedere un’informativa urgente di Guido Crosetto “perché abbiamo interesse a comprendere se nel periodo antecedente a quando lui è stato ministro della Difesa vi siano stati precedenti presidenti del Consiglio che abbiano chiesto di disattendere gli accordi che regolano l’uso delle basi militari americane dell’accordo del 1954, perché leggiamo che esimi esponenti dell’opposizione si stanno affrettando nel richiedere una revisione di quegli accordi”.
Un riferimento trasparente a Giuseppe Conte, che poi l’esponente FdI attacca direttamente osservando che “non farò il nome di Giuseppe Conte, magari in quell’occasione gli potremo chiedere altre cose, non gli chiederemo, a esempio, cosa faceva ieri a pranzo con l’emissario di Trump a Roma, chiuso come al suo solito in una stanza, a parlare di vicende esattamente opposte rispetto a quelle che poi quando va in piazza con i propal, con gli antagonisti, con chi prende a martellate questo e quell’altro”.
Alla richiesta si associa FI con la vicesegretaria Deborah Bergamini che domanda a M5s “come si possano conciliare l’anti-americanismo di facciata, il pacifismo teorico, gli attacchi violenti e volgari all’operato del governo italiano e alla sua alleanza con gli Stati Uniti d’America, con incontri al tavolo di qualche ristorante con persone di fiducia e anche emissari politici di quel presidente degli Stati Uniti”.
È a questo punto che nell’emiciclo è salita la tensione e la vicepresidente di turno, Anna Ascani, ha finito per espellere il deputato M5s Antonino Iaria. Da Avs è stato invece il vicecapogruppo alla Camera, Marco Grimaldi, a sottoscrivere la richiesta, non senza ironia (“vi stupirò ma sono favorevole a questa informativa”, osserva) rivendicando che “siamo forse l’unico gruppo parlamentare che ha depositato da tempo un’interrogazione sulle basi statunitensi” per chiedere “di desecretare e riscrivere quegli accordi.
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