Pd Ferrara, dopo le aggressioni con coltello ad Ariosto e in stazione: «Servono istituzioni presenti e concrete»
Anche il Partito Democratico di Ferrara interviene sull’aggressione con coltello avvenuta al liceo Ariosto di Ferrara e la collega all’altro episodio verificatosi nella giornata di mercoledì 30 settembre: i due giovani accoltellati davanti alla stazione ferroviaria.
Per i dem «quanto accaduto a Ferrara nelle ultime ore è gravissimo». «Una città – aggiungono – non può trovarsi, nello stesso giorno, con un ragazzo accoltellato nei bagni di una scuola e una violenta rissa in zona stazione, ancora con un coltello e due feriti».
Esprimono «vicinanza allo studente ferito, alla sua famiglia, alla comunità scolastica dell’Ariosto e alle persone coinvolte nell’episodio della stazione» e ribadiscono che «la violenza va condannata senza ambiguità e chi commette reati deve risponderne».
Ribadiscono anche la «piena fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura» ma, affermano, «proprio perché parliamo di sicurezza, la politica deve smettere di cavarsela con lo sdegno del giorno dopo».
Riprendono dunque quanto affermato dal sindaco Alan Fabbri nel suo intervento, nel quale sostiene come non ritenga una follia l’uso di metal detector oggi nelle scuole. Un tema che per i dem si può affrontare ma va fatto «con serietà, senza ideologia e senza sottovalutazioni ma sarebbe un errore enorme ridurre tutto a questo. Perché ieri non è successo solo all’Ariosto è successo anche in stazione».
Per questo il punto, per il Pd, «non è solo come si entra in una scuola ma come si governa la sicurezza nei luoghi sensibili della città e come si affrontano i disagi delle nuove generazioni».
«La destra – aggiungono – governa Ferrara da anni e governa il Paese, ha costruito gran parte della propria comunicazione su ordine, controllo, città ‘ripulite’, decreti sicurezza e norme ribattezzate ‘anti-maranza’. Ma chi entra in una scuola con un coltello, chi aggredisce un ragazzo in bagno, chi tira fuori una lama in stazione, di quella propaganda evidentemente se ne infischia. Questo non significa che non servano fermezza, controlli, repressione dei reati e certezza della pena ma la sicurezza non si governa con i titoli dei decreti, i post sui social, le passerelle o le frasi fatte».
«A scuola – affermano – nessuno deve avere paura e in stazione nessuno deve sentirsi abbandonato.»
Per i dem la comunità scolastica «non può essere lasciata sola» e «serve una responsabilità istituzionale più ampia, che non può ricadere soltanto su chi dirige la scuola, insegna o sorveglia gli ingressi». «Studenti, famiglie, insegnanti e personale – dicono – devono poter contare su un sostegno concreto e continuativo, non solo sulla solidarietà dopo un’aggressione».
Sicurezza significa quindi «presenza quotidiana, presidio del territorio, Polizia locale, coordinamento vero con Prefettura e forze dell’ordine, illuminazione, videosorveglianza dove serve, cura degli spazi pubblici, controllo degli accessi nei luoghi sensibili».
Ma sicurezza «è anche prevenzione» e «non basta riempire la comunicazione di eventi per famiglie e giovani se poi mancano progetti strutturali di sicurezza urbana integrata, prevenzione del disagio giovanile, ascolto nelle scuole, supporto educativo e sociale».
Per il Pd il punto politico risiede in ciò che ha prodotto finora la ricetta della destra a Ferrara e a Roma. «Se dopo anni di annunci – scrivono – ci ritroviamo con una scuola costretta a rivedere d’urgenza gli accessi e con la stazione ancora teatro di episodi violenti, allora qualcosa non funziona».
Al Comune chiedono «concretezza» mentre «la destra deve iniziare a prendersi le responsabilità di chi è al governo» perché «non servono passerelle, fiaccolate o post a caldo ma atti, risorse, tempi certi e verifica dei risultati».
Chiedono «subito un tavolo operativo e non l’ennesima riunione di facciata» e vogliono il coinvolgimento di Prefettura, forze dell’ordine, Polizia locale, scuole, Ausl, servizi sociali, associazioni educative e rappresentanze studentesche.
Secondo i dem servono due piani: «uno per la sicurezza nelle aree sensibili, a partire dalla stazione e uno per la sicurezza attorno alle scuole, con controllo degli accessi, presenza educativa, ascolto, prevenzione della violenza e supporto a studenti, famiglie e personale scolastico».
«Ferrara – concludono – ha bisogno di istituzioni presenti, serie e responsabili. Al governo della città chiediamo risposte precise: quali interventi, con quali risorse, entro quali tempi e con quali verifiche dei risultati. La sicurezza riguarda la vita quotidiana di chi studia, lavora, attraversa la stazione e abita i quartieri ed è su questo che l’amministrazione deve rendere conto ai cittadini».
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