Consiglio Supremo della Difesa: l’Italia si astiene dal conflitto, pericolo di gravi atti terroristici.

Leggi in app

Consiglio Supremo della Difesa: l'Italia si astiene dal conflitto, pericolo di gravi atti terroristici.0 Consiglio Supremo della Difesa: l'Italia si astiene dal conflitto, pericolo di gravi atti terroristici. 2

Il Consiglio Supremo di Difesa ha manifestato “grande preoccupazione” riguardo “alla crisi che si è generata a seguito della nuova guerra scaturita dall’azione militare degli Stati Uniti e di Israele nei confronti dell’Iran”. Questo è quanto si evince dal documento conclusivo della riunione odierna, che ha esaminato “le gravi conseguenze destabilizzanti che tale crisi sta causando nell’intera area del Medio Oriente e nel bacino del Mediterraneo”.

Nel documento si evidenzia: “In questo contesto di instabilità – irresponsabilmente innescato dall’aggressione della Russia all’ – con le crescenti fratture della pacifica coesistenza internazionale, il deterioramento delle istituzioni multilaterali e le numerose infrazioni al diritto internazionale, l’Italia è impegnata a cercare e sostenere ogni iniziativa che riporti al centro la via negoziale e diplomatica”.

La nota continua: “Il Consiglio, nel pieno rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione, esprime forte preoccupazione per l’aumento dei conflitti, in particolare nell’area mediterranea e nel Medio Oriente, dove sono coinvolti i nostri strategici fondamentali. Gli attacchi ai civili, di cui troppo spesso sono vittime i bambini, come nel caso della strage della scuola di Minab, sono sempre inaccettabili”.

Il Consiglio sottolinea come l’espansione del conflitto da parte dell’Iran possa anche aprire la strada a forme di guerra ibrida e a gravi iniziative da parte di organizzazioni terroristiche. Per tutte queste ragioni, l’Italia non partecipa e non parteciperà alla guerra, come ha ribadito il Presidente del Consiglio in Parlamento.

Inoltre, il Consiglio ha preso atto con favore che, attraverso una propria risoluzione, il Parlamento si è già pronunciato sulle richieste ricevute dai Paesi amici e alleati di assistenza nella loro difesa, nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico stabilito dagli accordi internazionali vigenti, che include, tra l’altro, attività di addestramento e supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha anche preso atto che eventuali richieste che dovessero superare il perimetro delle attività già regolate dagli accordi menzionati saranno sottoposte al Parlamento.

Il Consiglio ha approfondito le linee già presentate dal Governo in Parlamento per affrontare la crisi attuale nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, a partire dall’impegno per la sicurezza delle migliaia di cittadini italiani presenti nella regione e dalla decisione di fornire supporto e assistenza ai Paesi del Golfo, amici e partner strategici dell’Italia, a tutela dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in corso e già autorizzate dal Parlamento.

È stata esaminata “con particolare attenzione la situazione in Libano e si chiede a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre, il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut”.

“Il Consiglio considera allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di Unifil, attualmente a guida italiana”.

I commenti sono chiusi.