Conti in sospeso e 8 milioni non contabilizzati, presentato un esposto alla Corte dei Conti.
Un esposto alla Corte dei Conti per chiarire ciò che viene definito un iter “opaco e irregolare” nella gestione del rendiconto 2025 del Comune di Ferrara.
È l’iniziativa dei consiglieri comunali Fabio Anselmo (Civica Anselmo) e Davide Nanni (Partito Democratico), che sollevano preoccupazioni riguardo a modifiche significative avvenute in pochi giorni e, in particolare, sull’assenza – considerata “grave” – del parere dell’Organo di revisione, nonostante venga menzionato nei documenti ufficiali.
La questione, già affrontata durante la 1° Commissione consiliare di mercoledì 15 aprile e conclusasi con l’uscita dall’aula dell’opposizione, si colloca in un periodo cruciale per il Palazzo municipale: il Consiglio è chiamato a ratificare il rendiconto il 29 aprile, ma secondo i firmatari dell’esposto l’intero processo sarebbe stato gestito in violazione delle normative e con evidenti contraddizioni nei documenti.
Facciamo un passo indietro: il punto focale riguarda la trasformazione del risultato economico dell’esercizio 2025.
Nella prima proposta di delibera, inviata ai consiglieri il 3 aprile, si faceva riferimento esplicito a una perdita di esercizio pari a oltre 4,3 milioni di euro, da coprire tramite il patrimonio netto. Solo sei giorni dopo, il 9 aprile, la Giunta comunale interviene con una nuova delibera modificando radicalmente la situazione: la perdita viene eliminata e sostituita da un utile di esercizio, da destinare agli esercizi precedenti.
Una variazione resa possibile – si legge nei documenti – dalla rettifica di una voce significativa, i “contributi agli investimenti”, per oltre 8,3 milioni di euro. Una correzione sostanziale, quindi, che ha cambiato il segno del risultato economico in pochi giorni.
A sollevare le contestazioni più forti è però un altro aspetto: in entrambe le versioni della proposta di delibera viene riportato il riferimento alla relazione dell’Organo di revisione, con l’indicazione di “parere favorevole”.
Secondo quanto ricostruito da Anselmo e Nanni, però, quel documento non era disponibile al momento della trasmissione degli atti. La situazione sarebbe stata confermata dagli uffici e dallo stesso assessore al Bilancio, Matteo Fornasini, durante la seduta della 1° Commissione del 15 aprile, convocata proprio per analizzare il rendiconto.
Per i consiglieri si tratta di una violazione significativa: la normativa (articolo 227 del Testo unico degli enti locali) stabilisce infatti che il rendiconto, completo di tutti gli allegati, compresa la relazione dei revisori, debba essere messo a disposizione dei consiglieri almeno 20 giorni prima della seduta di approvazione.
La Commissione consiliare si è quindi svolta senza che i consiglieri potessero esaminare un documento considerato essenziale.
Da qui la contestazione di una lesione delle prerogative dei consiglieri e di una possibile illegittimità dell’intero iter. Nel loro esposto, i firmatari richiamano anche una consolidata giurisprudenza amministrativa secondo cui la mancanza o il deposito tardivo della relazione dei revisori può rendere illegittima la delibera finale di approvazione del rendiconto.
Oltre agli aspetti procedurali, l’esposto mette in evidenza anche criticità nei contenuti. In particolare, manca il dettaglio della voce “contributi agli investimenti” che ha portato alla correzione dei conti.
Poi, nel fascicolo aggiornato compaiono due risultati economici finali differenti: uno pari a circa 3,85 milioni e un altro a circa 3,60 milioni, con uno scostamento di oltre 240 mila euro. Questa incongruenza, secondo i consiglieri, sarebbe segno di una carenza istruttoria nella preparazione del rendiconto.
Alla luce di queste anomalie, Anselmo e Nanni richiedono alla Procura di effettuare tutte le verifiche necessarie, valutando eventuali responsabilità sia sul piano contabile che su quello procedurale.
Parallelamente, sul piano politico-istituzionale, i consiglieri annunciano che chiederanno la presenza fisica dei revisori dei conti nelle prossime sedute della 1° Commissione e del Consiglio comunale dedicate al rendiconto 2025, con l’obiettivo dichiarato di garantire “la massima trasparenza”.
Un passaggio considerato necessario, commentano i consiglieri, per una gestione che – scrivono testualmente – è stata caratterizzata da “imbarazzante inadeguatezza e opacità dell’assessore competente”.
I commenti sono chiusi.