Contrasto al caporalato. L’assemblea regionale: “Rafforzare le misure di prevenzione e opposizione”

Rafforzare le iniziative di prevenzione e contrasto al caporalato. È quanto richiede una risoluzione presentata da Pd, Avs, Civici e M5s, con Maria Costi (Pd) come prima firmataria, approvata all’unanimità dalla commissione Giovani e lavoro.

La risoluzione, che ha visto anche l’approvazione di emendamenti da parte di FdI, Pd e Rete civica, impegna la Giunta a intensificare il coordinamento territoriale tra Regione, Prefetture, Ispettorato del lavoro, forze dell’ordine, Procure, parti sociali e associazioni di categoria, prestando particolare attenzione alle aree agricole e ai periodi di maggiore intensità stagionale, con l’obiettivo di potenziare le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno del caporalato.

“Questa risoluzione è nata a marzo, in seguito a un’operazione condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Ispettorato territoriale del lavoro di Modena, che ha rivelato un sistema di intermediazione illecita e sfruttamento della manodopera nel settore agricolo della Bassa modenese”, spiega Costi, la quale afferma che “il fenomeno del caporalato non è limitato al Mezzogiorno, ma si manifesta in forme strutturate anche nelle regioni del Centro-Nord, in particolare nei settori caratterizzati da stagionalità, forte esternalizzazione e frammentazione della filiera: non possiamo abbassare la guardia, poiché il caporalato genera dumping sociale e concorrenza sleale, danneggiando le imprese sane e rispettose delle normative”.

Durante il dibattito, sono stati approvati anche alcuni emendamenti a firma di Annalisa Arletti (FdI), Ludovica Carla Ferrari (Pd), Maria Costi (Pd) ed Elena Ugolini (Rete civica), che, tra le varie richieste, impegnano la Regione a considerare la promozione di un sistema strutturato di monitoraggio delle imprese regionali coinvolte nel fenomeno delle cooperative spurie e dei subappalti opachi nei settori della logistica e dell’agricoltura, al fine di escluderle dall’assegnazione di finanziamenti pubblici, contributi a fondo perduto e bandi regionali.

Il voto si è svolto all’insegna della collaborazione bipartisan. Fabrizio Castellari (Pd) ha evidenziato: “Il caporalato rappresenta un dramma e deve essere contrastato con la massima determinazione. Le imprese virtuose sono le prime a chiederci di intervenire, poiché c’è bisogno di lavoro sano, onesto e sicuro, con salari che riconoscano il valore del lavoro, specialmente in quei settori dove la fatica è maggiore”.

Per Annalisa Arletti (FdI) “questa risoluzione rappresenta un passo nella giusta direzione: sosteniamo un principio che può unire tutte le forze politiche, poiché il caporalato è una violazione inaccettabile. Il rischio è quello di gettare un’ombra su tutto il sistema imprenditoriale. La Regione ha costruito la propria forza economica anche sulla qualità del lavoro e sul rispetto delle regole, e non devono esserci opacità nel sistema produttivo regionale”.

La risoluzione principale è stata firmata anche da Marcella Zappaterra (Pd), Barbara Lori (Pd), Elena Carletti (Pd), Fabrizio Castellari (Pd), Eleonora Proni (Pd), Giovanni Gordini (Civici), Luca Giovanni Quintavalla (Pd), Maria Laura Arduini (Pd), Andrea Costa (Pd), Lodovico Albasi (Pd), Paolo Calvano (Pd), Raffaele Donini (Pd), Luca Sabattini (Pd), Andrea Massari (Pd), Lorenzo Casadei (M5s), Francesco Critelli (Pd), Matteo Daffadà, Vincenzo Paldino (Civici), Niccolò Bosi (Pd), Alice Parma (Pd), Anna Fornili (Pd), Gian Carlo Muzzarelli (Pd), Ludovica Carla Ferrari, Paolo Trande (Avs), Paolo Burani (Avs).

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